Loving People Through Food
Jan 162013
 

Everlasting Love, Jamie Cullum

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 Ormai dev’ essere chiaro che questa è la settimana dei pici, astenersi perditempo..

In casa ormai viene raccontata come fosse una barzelletta, invece, triste a dirsi non lo è.. ma ricordo bene il giorno che i genitori del mi fidanzato vennero a casa per la prima volta, ospiti a pranzo della mia famiglia.

Tutti seduti a tavola, composti, magari un po’ di imbarazzo, bè è naturale, ma con un grande appetito, due persone che sanno bene come onorare la tavola e che magari venuti dall’ Abruzzo fino a Roma si aspettavano di assaggiare una bel piatto fumante di pasta alla carbonara, alla gricia, un po’ di trippa, di coda alla vaccinara e chi più ne sa più ne metta.

Invece il babbo a capotavola vedendo arrivare la mamma con gli antipasti disse (col solito tatto che lo contraddistingue..) : “Ecco, qui da noi non si mangiano quelle cose della cucina romana. Da noi piatti toscani. Ecco vedi? Piglia, piglia quella salsiccia lì che viene da Piano…”.

N-a-t-u-r-a-l-m-e-n-t-e, superato il momento delle facce interdette (tranne me e io mio fratello, noi no, noi lo conosciamo, dunque semmai possiamo solo che essere rassegnati..) si sono avvicendati salami, formaggi, pici, tortelli maremmani, arista e, mia mamma ci mise anche una porchetta tanto per dire la sua, tanto per non disorientare troppo gli invitati…

E’ che la cucina toscana è così, semplice e puntuale, sempre fedele a se stessa e alla sua terra, così genera figli altrettanto attaccati, e può cambiare radicalmente l’ esistenza di coloro i quali s’ imbattono in essa per la prima volta.

La cucina toscana parla chiaro, una lingua esatta, viva, come vivo è ogni suo ingrediente, prezioso nella sua unicità, perchè sa di svolgere un ruolo fondamentale, che sia un goccio d’ olio bòno, che sia una fetta di pane sciocco cotto ad arte nel forno a legna, che sia un fagiolo zolfino o un chicco di farro della Garfagnana, tutto è amato, tutto si fa con amore e attenzione. Credo sia questo l’ orgoglio del babbo.

I pici, la salsiccia croccante ben rosolata, la cipolla morbida che diventa un tutt’ uno con la pasta e lo zafferano stende un velo dorato e prezioso..

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PICI CON CIPOLLA SALSICCIA E ZAFFERANO
5.0 from 1 reviews
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Tempo Cottura:
Tempo Totale:
Ingredienti
  • 200 gr di farina 00
  • 100 gr di farina di semola rimacinata
  • 2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
  • 1 pizzico di sale
  • acqua qb
  • cipolla 2
  • salsiccia 2
  • pepe
  • zafferano in pistilli 3
  • brodo vegetale
Istruzioni
  1. Il procedimento per i Pici di Patty:
  2. "Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
  3. Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
  4. Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
  5. “Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
  6. Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.
  7. Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola."
  8. Nel frattempo affettare sottilmente le cipolle e farle appassire in padella con un filo d' olio.
  9. A parte sbriciolare la salsiccia e rosolarla in una padellina antiaderente.
  10. Unire alle cipolle lo zafferano, aggiustare di sale e pepe e proseguire la cottura delle stesse con un mestolo di brodo per non farle bruciare e mantenerle morbide.
  11. quando il brodo sarà ormai evaporato aggiungere la salsiccia alle cipolle e cuocere per un paio di minuti ancora.
  12. Procedere con i pici come indicato dalla Patty:
  13. "Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
  14. Cominciate a "filare" i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l'esterno.
  15. Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l'altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità. "
  16. Condire i pici con il cipollato e servire.

Con questa ricetta partecipo all’ MTC di Gennaio:

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La signorina Pici e Castagne

  22 Responses to “Taste Of Tuscany : : PICI CON CIPOLLA SALSICCIA E ZAFFERANO”

  1.  

    strepitosi questi pici…durante le mie vacanze toscane ne ho assaggiati in diverse maniere, ma così mai e ti dirò…mi intrigano parecchio!
    Buonissima giornata

  2.  

    E me la immagino la faccia dei genitori del fidanzato abruzzesi…me la immagino benissimo!
    Stai tirando fuori dei piatti strepitosi, uno meglio dell’altro!!
    Si vede che sei felice, sprizzi pici da tutti i pori!!! :D

  3.  

    Tesoro e chi ti ferma più?? Non riesco a starti dietro!! Ma sei grandissima!! :D
    E anche questa versione è strepitosa! Smuuuuaaaack

  4.  

    Un po’ come me che pensavo parlassi romano ed invece mi sono trovato una toscana verace al telefono :-)
    Questo per non parlare della mia prima volta a casa di Anna Luisa o dei miei (quella la ricordo meno, mi pare andammo al ristorante).
    Cucina povera e semplice, ma sempre di gran gusto.

    Fabio

  5.  

    Ovvia va, io adoro la Toscana e i toscani anche se ammettiamolo, i toscani sono ‘leggermente’ campanilisti. :-)
    Ho uno zio toscano e pare che tutto quello che arriva dalla sua terra sia il meglio che c’è al mondo, ma loro (voi) siete così e noi vi vogliamo bene anche per questo :-)
    Io continuo a guardare le tue proposte di pici.
    abbracci da Milano

  6.  

    Sto ridendo, non mi sente nessuno ma rido nella pancia perché è vero, è esattamente così, che si parli di senesi, livornesi, fiorentini, pisani, maremmani, e via con le province: i toscani sono orgogliosi! E lo sono in maniera palese, schietta, come lo è la loro cucina. E l’orgoglio è in senso positivo, quel senso di felicità, vanto e esclusività per essere nati nella terra che ha dato i natali a geni ineguagliabili e a tanta indimenticabile bellezza. I toscani sono come questo tuo piatto, come il tuo babbo che adoro ogni giorno di più leggendo i tuoi post, e la tua mamma, complice iperattiva della toscanità del capofamiglia.
    Bellissima davvero, sono entusiasta. Un abbraccio grande, Pat

  7.  

    va beh.. fai un’indigestione di pici.. guarda cosa ci voleva per lasciare le ricette natalizie!!! quando ho letto il tema del mese ti ho subito pensato “Serena starà stappando lo champagne” comunque anche noi romagnoli siamo piuttosto campanilisti e quando si parla di cappelletti e piadina non ce nè per nessuno!!! non saprei quale delle tre versioni mi piace di più però quest’ultima mi sa di rustico e casalingo, però confesso che la pasta con la ricotta paice molto anche a me!!!! un abbraccio tesoro.. ai prossimi pici!

  8.  

    Te lo dicevo già dalla prima ricetta, no?, che ogni picio trasudava orgoglio :-)
    ce ne siamo accorti da subito, dalla fierezza con cui presentavi gli ingredienti, raccontavi le tue storie, mettevi in gioco tutta te stessa, perchè “i pici son pici- e il resto, son ricette”.e’ la marcia in più di questa tornata- quella che ti sta facendo andare a mille …
    E grazie per averla condivisa con noi, perchè la nostra sfida è anche questo. Anzi, a pensarci bene: soprattutto questo. Perchè l’mtc è l’mtc.. :-)

  9.  

    immagino la faccia dei consuoceri :) ahahhaha e fai venir voglia di conoscxere tuo padre mi immagino un ‘omone con un po’ di barba tutto simpatico e mattacchione ^.^ credo che si sono abbuffati di cucina toscana e questi pici poi….mi fanno ricordare la nostra genovese uhmmm

  10.  

    Oddio! questa rassegna di pici, come dire, mi ha aperto un po’ lo stomaco!!
    cheddire! tuo papà ha ragione, la cucina toscana non tradisce mai!
    Un bacio grande! :)

  11.  

    Lo so che ti sto commentando in ordine sparso, ma tu lo sai che le tue ricette sono una più convincente dell’altra? :-9

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