Loving People Through Food
Jun 042015
 

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In questo ultimo mese passato in casa, sul divano, nella totale insofferenza possibile (no, la pazienza non è la mia virtù) ho trovato un po’ di sollievo nella compagnia delle anime pie che mi son venute a trovare e nei miei adorati libri.

Ne ho letti moltissimi, e per un’ accanita lettrice come me questo è stato uno degli aspetti migliori di questa convalescenza.

Ho pensato quindi che potesse essere un’ idea carina condividere con voi tutto questo in occasione dei primi week end al mare o delle pause pranzo al parco in cui un buon libro da leggere fa parte delle cose fondamentali da portare con sé.

Buon week end!

 

Il risveglio della signorina Prim:

“Se vuoi intraprendere questo viaggio apri bene gli occhi, respira profondamente e dimenticati della velocità del mondo. Stai per imboccare la strada che ti condurrà a Sant’Ireneo di Arnois, un universo dove le persone sono più buone e la vita è più bella, dove il frastuono e la frenesia non arrivano e dove finalmente avrai il tempo per godere a pieno delle piccole gioie quotidiane. Proprio a Sant’Ireneo approda la signorina Prim, una trentenne coltissima che sotto l’apparenza razionale e lo spirito indipendente nasconde le debolezze e le contraddizioni di un animo sensibile e passionale. Spinta dal desiderio di scappare dai ritmi dell’ufficio, dalle interminabili giornate tutte uguali, avvelenate da sorrisi sarcastici e occhiate malevole, dopo aver letto sul giornale l’annuncio di un posto di lavoro come bibliotecaria a casa di un “gentiluomo”, si è infatti convinta che l’occasione per cambiare passo sia finalmente arrivata. Quando però si presenta a casa del suo nuovo principale, una sorta di orgoglioso e affascinante Mr Darcy che con metodi assolutamente non convenzionali insegna ai bambini del paese, si rende conto di non essere preparata a fronteggiare una realtà così distante dalla sua tradizionalissima formazione. Le regole e le abitudini di questo paese, così come i suoi anticonformisti e arguti abitanti, aiuteranno la signorina Prim a ristabilire un contatto con la bellezza delle piccole cose e la accompagneranno lungo un cammino di crescita personale che la porterà molto più lontano quanto lei stessa avesse immaginato e le daranno la forza di aprirsi all’ amore..”

 

How to be parisian wherever you are (vers. inglese) – Come essere una parigina ovunque tu sia (vers. italiano):

“In tutto il mondo le domande che fioccano sulle parigine sono sempre le stesse, da sempre: “Ma da dove viene la loro nonchalance, quel modo di essere chic con l’aria di chi non ha fatto il minimo sforzo?”, “Come ottengono quello stile spettinato così originale?”, “Come riescono ad affascinare l’immaginario maschile pur pretendendo dagli uomini la parità dei sessi?” e molte altre simili, accomunate da stupore e un pizzico di invidia. Le risposte finalmente! – sono scritte nero su bianco in queste pagine da Anne Berest, Audrey Diwan, Caroline de Maigret e Sophie Mas, quattro amiche di lunga data che abitano a Parigi, hanno vite e caratteri molto diversi, ma sono unite da quel gusto tutto francese di trasformare la propria esistenza in un romanzo. Dalla loro diretta esperienza ecco un manuale che svela tutti i segreti per essere una parigina in qualunque momento e in qualunque città: dall’abbigliamento che deve essere presente nell’armadio a come ci si sbronza con classe, come e cosa è elegante mangiare e cosa no, come conquistare un uomo e, all’occorrenza, come abbandonarlo al suo destino, e tanto altro ancora sempre secondo gli eleganti codici non scritti dell’essenza parigina. Questo libro ha anche il merito di smontare alcuni fastidiosi luoghi comuni. Per esempio, non è affatto vero che le parigine hanno il gene della magrezza nel Dna. Così come non è affatto vero che sia sempre facile avere a che fare con loro.”

 

La verità, vi spiego sulla’ amore:

“Aprire questo libro è un’esperienza sorprendente, capace di portare allegria nella più grigia delle giornate. Proprio come entrare in casa di Dora, la protagonista. Nel suo appartamento torinese potrete incontrare: i suoi due bambini, piccoli saggi e buffissimi; il loro tato Simone, magari sul balcone intento a fumare (meglio non chiedersi che cosa); Sara, la migliore-amica-senz di Dora, stavolta alle prese con la decisione più difficile; il massimo del disordine che una donna nata alle nostre latitudini possa sopportare; un paio di nonni molto diversi da quelli delle pubblicità; un quadro con un pappagallo zampe all’aria, in grado di infondere pace a chi lo guarda; un sacco di ricord felici sospesi nell’aria, diversi angoli dove ristagna la malinconia per tutto ciò che invece non è stato o non sarà, e grandi finestre per lasciar entrare il sole. Zitti, se fate attenzione sentirete bussare alla porta! È un giovane vicino di casa, decisamente sexy a dirla tutta, ed è qui per Dora. Ma eccola che arriva, Dora, è appena sveglia e già sa che dovrà correre, e correre, sempre in ritardo su tutto, da vera”madre Gazzella”: due bambini, un lavoro, un mutuo e una separazione con cui fare i conti. La storia di questa giovane donna coraggiosa, anticonformista e piena di vita, e di tutto il mondo che la circonda, fa riflettere proprio perché prende forma in scene esilaranti o tenere, sempre profondamente sincere.”

 

Momenti di trascurabile infelicità:

“Dopo “Momenti di trascurabile felicità”, Francesco Piccolo torna a raccontare l’allegria degli istanti di cui è fatta la vita, ma questa volta prova a prenderli dalla parte sbagliata. Setacciando le giornate fino a scoprire come ogni contrattempo, anche il più seccante, nasconda qualcosa di impagabile: una scintilla folgorante di divertimento e di vitalità. Che si tratti di condividere l’ombrello con qualcuno, strappandoselo di mano per gentilezza fino a ritrovarsi entrambi bagnati fradici. O di ammettere che non ci ricordiamo più niente di quello che abbiamo imparato a scuola, che le recite dei bambini sono una noia mortale, e che non amiamo i nostri figli nello stesso modo, semplicemente perché sono diversi. Per non parlare dell’obbligo morale di farsi la doccia appena si arriva ospiti da un amico, che se ne abbia voglia o meno – in fondo soltanto per rassicurare l’altro sul fatto che ci si lava. Oppure delle persone troppo cortesi che ti tengono aperto il portone, costringendoti ad affrettare il passo. Ciascuno sperimenta ogni giorno mille forme trascurabili (e non irrilevanti) di infelicità. Ma sorge il dubbio che sia “come i bastoncini dello shangai: se tirassi via la cosa che meno mi piace della persona che amo, se ne verrebbe via anche quella che mi piace di più”.”

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