Loving People Through Food
Nov 052013
 

E’ andata più o meno così..

Ero a cena con fratello e amici in occasione del Crastatone (per ispirazione nel caso ne aveste bisogno, vi metto il link al post) a Piancastagnaio, senza un filo di connessione ad internet, senza neanche una tacchetta sul cellulare ad indicare che sono viva, che posso interagire col mondo. E questo succede puntualmente a Piano. E solitamente mi piace.

Mi piace l’ idea di starmene lontana da tutto eppure vicina a quello a cui vicina, per via della vita frenetica di città, non sono mai.

Ehh, ma si sa.. se al mondo c’ è una persona in grado di raggiungerti anche in capo al mondo e con qualsiasi mezzo disponibile (e non), quella è mia mamma.

Una telefonata nel bel mezzo della cena a mio fratello, in cui gli chiedeva se tutto stesse andando bene perchè “da qualche parte” mi cercavano tutti e tutti si stavano chiedendo che fine avessi fatto, se fossi svenuta, se dovessi riprendermi.

Ora, considerato che mia mamma se arrivi 5 minuti più tardi ha già in braccio l’ elenco con i numeri di ospedali ed obitori…

Avevo vinto. La mia American Breakfast era stata scelta dalle giudichesse più esigenti del web come la ricetta vincitrice di questo MTC n. 33.

Quell’ attimo in cui ho capito che cosa era successo è stato l’ inizio della fine.

Bicchieri pieni di vino che si alzavano e volavano da una parte all’ altra del tavolo, io che a momenti mi strozzo con un picio, vampate di caldo improvvise che per poco non resto pure senza camicia, e tutti a chiedere CHE COSA fosse successo.. perchè si, di gente un pochino ‘briaca ce n’ era come a tutte le sagre di paese ben riuscite (non a caso uno dei motti preferiti di un amico di babbo era “non metterti in cammino se la bocca non sa di vino.. e poi ti portava giù in cantina per una visita guidata con degustazione), ma noi eravamo entrati come gente per bene e stavamo uscendo senza camicia, rossi in faccia come gnomi e senza voce per le grida.

Nel frattempo però, sempre perchè io le emozioni le controllo b-e-n-i-s-s-i-m-o abbiamo quasi aggredito il proprietario dell’ osteria per farci dare la sua password e connetterci ad internet ed io sono andata in bagno a lavarmi la faccia nella speranza di riprendermi un po’.

Mi tremavano così tanto le mani che nell’ aprire la porta per uscire ho infilato tutta la chiave nella serratura (vecchia) e sono rimasta chiusa dentro…………

La notte di dormire non se n’ è parlato neanche, ero troppo eccitata, confusa, ancora incredula.. e teoricamente avrei dovuto anche pensare ad una ricetta da proporvi.

Eppure è stato più facile del previsto, la ricetta io ce l’ avevo dentro, nel nome e tutta intorno a me: le castagne.

Perchè vengo da un paesino alle pendici del Monte Amiata che si chiama Piancastagnaio, perchè questo week end come ogni anno ero proprio al Crastatone e perchè io le castagne le amo senza se e senza ma.

A tal proposito, per farvi capire al meglio lo spirito della ricetta, io due righe e due foto su Piancastagnaio ve le metto, e vorrei farvi respirare l’ aria fresca di montagna, vorrei farvi entrare in casa della nonna dove tutto era misurato ed utilizzato con parsimonia, dove le cose si facevano con quello che si aveva perchè se si pote si pote e se ùn si pote ùn si pote.. saggezza popolare.., vorrei farvi passeggiare sui lastroni umidi del paese che d’ inverno ghiacciano e farvi respirare l’ odore di legna bruciata e di caldarroste che scoppiettano.

Se qualcuno mi desse un foglio bianco e mi chiedesse di disegnare un paese io lo farei proprio come Piancastagnaio: le casette di pietra grigia e i tetti rossi, i camini fumanti di legna che brucia e riscalda, le foglie secche, i ricci e le bucce di castagne sparse nei vicoletti medioevali, i forni pieni di cose buone…

Piano è proprio il paese di una volta, che profuma di legna, di caldarroste e di funghi arrostiti, di pane appena sfornato, di neve, di miele, di vino… che ha mantenuto le tradizioni, l’amore per le cose semplici, per i sapori genuini e dove il tempo sembra essersi fermato a quando babbo raccontava che la mattina a colazione c’ erano castagne, e a pranzo c’ erano castagne ancora e a cena sempre castagne. Per merenda pure.

 E l’ unico conforto doveva arrivare dal calore della stufa a legna, quella in cui venivano messe a cuocere le crastate (caldarroste in pianese), quella attorno a cui la sera ci si scaldava stando seduti tutti intorno.

E se poi ti veniva voglia di dolce allora babbo racconta che lui e le sue sorelle si arrampicavano sul tetto fuori dalla finestra per riempire il bicchiere di quella neve candida che si era appena posata e poi nel bicchiere pieno di neve ci mettevano due gocce di vino.

Si sentivano grandi, si sentivano felici con un bicchiere di fiocchi di neve.

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Se non ci siete mai capitati, Piancastagnaio dovete immaginarvelo arroccato in posizione dominante sulla valle della Paglia, alle pendici del Monte Amiata, una pianura con bellissimi castagni, i più grandi del Monte Amiata grazie al suolo fertilissimo che si è creato in seguito alle eruzioni vulcaniche avvenute fino a 180 mila anni fa.

Ora, il terreno sarà anche stato fertile e adatto a favorire la crescita di meravigliosi castagni ma in parte per la rigidità del clima, l’altitudine, in parte per la poca fecondità del suolo, non ha permesso altri tipi di coltivazione, e la castagna è stata nel corso dei secoli l’unico elemento che ha garantito la sopravvivenza della gente del posto.

Per questo motivo non stupisce pensare che con le castagne si possano preparare non solo dolci (castagnaccio, necci, marmellata di marroni, ecc..) ma veri e propri piatti principali.
La polenta di castagne è chiamata polenta dolce proprio perchè la castagna buona seccata, macinata e resa farina è così dolce e saporita che la si potrebbe mangiare a cucchiaiate dal sacchetto, ma non ha nulla a che vedere con il dessert.

La polenta dolce è dolce ma non è un dolce, è un primo piatto spesso servito con la ricotta fresca, o con le salsicce, oppure con le spuntature di maiale in umido o con il mazzafegato (nella versione più “ricca” ovviamente, la carne non era certo alla portata di tutti), piatto povero di cui i pianesi per anni hanno vissuto e grazien al quale sono sopravvissuti.

La marmellata di castagne poi è un’ altra ricetta di famiglia, perchè altro che pane e Nutella, noi siamo cresciuti a pane (rigorosamente sciocco) e marmellata di castagne!

La preparazione di per sè è abbastanza semplice, tutto sta a mettersi con pazienza a tagliare e svuotare le castagne.. questa è in assoluto l’ operazione che vi richiederà più tempo di tutte.

Ma il risultato vi sorprenderà e vi ripagherà della fatica che avrete fatto.

La marmellata di castagne nella sua versione semplice e pura si prepara con la purea di castagne, la vaniglia e lo sciroppo di zucchero che trovate nella ricetta. Mia mamma l’ arricchisce con cognac, cacao e caffè e questo la rende particolarmente adatta a farcire rotoli, crostate, biscotti ed ogni altra cosa vi venga in mente.

Nei mesi di conservazione della marmellata poi l’ alcool evaporerà lasciando un retrogusto zuccherino, ma non è una marmellata alcoolica ecco!

Io e mio fratello per merenda ci preparavamo delle fette di pane giganti spalmate di crema di castagne, ed ogni anno andar per boschi a raccoglierle e ritrovarsi in cucina con le mani tutte impiastricciate è un rito a cui non si rinuncia mai.

Questo era quello che desideravo per questa sfida: regalarvi dei ricordi, non una ma due !!! ricette di famiglia, accogliervi in questa cucina semplice e di origini umili, in cui l’ utilizzo dell’ ingrediente buono è già il 90% della ricetta ed indica la strada come la stella polare.

Io per esempio per la polenta ho utilizzato una farina prodotta dall’ essiccazione delle castagne messe negli essiccatori appunto, con un fuoco alimentato con lolla, radiche e legna di castagno per 50 giorni.

Per tutto il resto divertitevi, divertitevi più che potete, non complicatevi troppo la vita e pensate che la cucina spesso come l’ amore è una cosa semplice.

Il banner ed il regolamento per questa sfida lo trovate QUI. Per gli accidenti potete sempre scrivermi al solito indirizzo : ))

 

 

MTC n. 34 :: LE CASTAGNE, DALLA POLENTA ALLA MARMELLATA.
5.0 from 5 reviews
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Tipo Ricetta: Castagne
Autore:
Ingredienti
  • PER LA POLENTA:
  • farina di castagne 1 kg
  • acqua 5 litri
  • sale
  • PER LA MARMELLATA DI CASTAGNE:
  • castagne pesate già cotte 1 kg
  • zucchero 700 g
  • acqua 1\2 bicchiere
  • cacao amaro 25 g
  • caffè 3 tazzine
  • cognac 1 bicchierino
  • semi di un baccello di vaniglia
Istruzioni
  1. LA POLENTA DI CASTAGNE
  2. Riempire un paiolo con l' acqua fredda ed aggiungere un cucchiaino di sale.
  3. In un colpo solo versare al centro del paiolo la farina di castagne in modo che questa formi un mucchietto al centro del paiolo.
  4. Senza toccarla e senza rimestarla mai porla sul fuoco e portarla a bollore.
  5. Lasciar sobbollire la polenta per 20 minuti.
  6. Passato questo tempo, scolare l' acqua in eccesso in un altro recipiente (potrebbe servirvi più tardi) lasciando nel paiolo quella che ritenete necessaria per avere la giusta consistenza della polenta.
  7. La nonna a questo punto si sedeva su una vecchia sediolina bassa, incastrava il paiolo in mezzo ai piedi tenendolo ben stretto in modo da non farlo muovere e poi con un mestolo di legno massiccio mescolava energicamente (mooolto energicamente) la polenta così da togliere tutti i grumi.
  8. Nel caso la polenta risultasse troppo asciutta, aggiungere qualche mestolo d' acqua di cottura tenuta da parte.
  9. Stendere la polenta su una spianatoia o su un tagliere di legno e servirla con della ricotta freschissima.
  10. LA MARMELLATA DI CASTAGNE
  11. Lessare le castagne con tutta la buccia per almeno 30-40 minuti o addirittura 1 ora se sono molto grandi.
  12. Tagliare le castagne a metà con un coltello e scavarne la polpa con un cucchiaino.
  13. Pesare la polpa fino ad averne 1 kg.
  14. Passare la polpa al passaverdure così da ottenere una purea quasi impalpabile, oppure schiacciarla con lo schiacciapatate (magari ci sarà qualche pezzettino più grande ma a me per esempio piace!).
  15. Nel frattempo versare lo zucchero in un tegame e versarci sopra l' acqua, in modo che sia tutto bagnato.
  16. Aggiungere i semini del baccello di vaniglia.
  17. Porre lo zucchero sul fuoco a fiamma bassissima e lasciarlo sciogliere.
  18. Non dovrà caramellarsi, ma solamente sciogliersi bene.
  19. Sciogliere il cacao in polvere nel caffè.
  20. Versare lo sciroppo di zucchero, il cognac ed il caffè sulla purea di castagne.
  21. Mescolare bene, cuocere la marmellata per 20 minuti e versare la marmellata ancora bollente nei barattoli.
  22. Battere i barattoli sul fondo in modo da eliminare eventuali bolle d' aria.
  23. Lasciare i barattoli aperti fino a che la marmellata si sarà completamente raffreddata.
  24. Versare un cucchiaio di cognac sulla superficie della marmellata e chiudere i barattoli.

 

Nov 042013
 

Se c’ è una cosa della quale ultimamente non riesco a fare a meno sono le spezie, e nello specifico la magia che alcune spezie insieme creano.

Poi c’ è il latte caldo, la panna, la zucca ed il caffè.

Insomma un mix di ingredienti imprescindibili in questo momento d’ autunno!

Le prime calze di cotone la sera, la maglia poggiata sulle spalle, i ferri ed i gomitoli di lana che fanno capolino sul divano e prendono forma..

Una tazza di tè, una tisana, un caffè di quelli lunghi che bevo io scaldano i pomeriggi in cui diventa buio presto,

Il pumpkin spice latte, è una di quelle bevande che chi ha varcato il confine non può non conoscere, distribuiti da Starbucks e catene similari, mi piace pensare di poter rifare a casa una versione sana e senza sciroppi-estratti-mix già pronti di una bevanda che mi piace moltissimo!

E poi, la zucca che ormai credo di aver preparato in tutti i modi, mi mancava solo berla…

PUMPKIN SPICE LATTE
5.0 from 4 reviews
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Tipo Ricetta: Drinks
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Ingredienti
  • latte 400 g
  • caffè 1 tazzina
  • estratto di vaniglia 1 cucchiaio
  • zucca cotta al forno o al vapore senza nulla 80-100 g
  • miele 1 cucchiaio
  • cannella in polvere 1\2 cucchiaino
  • cardamomo 1\2 cucchiaino
  • chiodi di garofano 2
  • zenzero in polvere 1\4 cucchiaino
  • macis 1\4 cucchiaino
  • panna da montare
  • cannella in polvere
Istruzioni
  1. Pestare le spezie al mortaio.
  2. Scaldare il latte e lasciare le spezie in infusione.
  3. Quando il latte è freddo ed avrà assorbito l' aroma delle spezie, filtrarlo.
  4. Mescolare il latte con la purea di zucca, il miele, l' estratto di vaniglia, il caffè e lasciarlo scaldare sul fuoco.
  5. Nel frattempo montare la panna.
  6. Versare il latte in due tazze, decorare con la panna montata ed una generosa spolverata di cannella in polvere.

 

Oct 302013
 

Paura?!

Neanche un pochino?

Suvvia almeno un sussulto…

Allora considerato che lo scherzetto non ha funzionato non ci resta che accettare il dolcetto..

Questi biscotti alla panna sono la mia proposta per Halloween, per riempire i cappelli da mago, i calderoni delle streghe e le tasche dei più grandi : ))

Profumano di latte, di panna, di vaniglia, di coccole..

Non che io sia un’ amante delle feste halloweeniane, assolutamente.. quei giorni lì i miei pensieri vanno altrove, lontano. Oppure vicino? Preferisco pensarli vicino, ecco. Comunque privati.

L’ idea di creare il pretesto per una festa mi piace, una cena tra amici, un menù a base di zucca e  altre cose spaventose in fondo mi diverte molto.

NOTA: HO DIMENTICATO DI INSERIRE LA PANNA NEGLI INGREDIENTI PERCHE’ SONO UN PO’ STORDITA… RIMEDIO SUBITO… PORTATE PAZIENZA, HO UNA CERTA ETA’!!!!

NOTA 2: LA PANNA C’ E’. ANCHE TRA GLI INGREDIENTI : )))

BISCOTTI ALLA PANNA
4.5 from 2 reviews
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Tipo Ricetta: Dolci, Biscotti
Autore:
Ingredienti
  • farina 250 g
  • zucchero di canna integrale 200 g
  • burro morbido 100 g
  • estratto di vaniglia 1 cucchiaino
  • panna da montare 80-90 g
  • sale 1 pizzico
Istruzioni
  1. Preriscaldae il forno a 180°.
  2. Lavorare con una frusta il burro morbido con lo zucchero e l' estratto di vaniglia.
  3. Unire la panna.
  4. Setacciare la farina.
  5. Unire un pizzico di sale.
  6. Incorporare la farina al burro e formare un panetto di pasta.
  7. Avvolgere l' impasto in un fogli odi pellicola e riporlo in frigo per 30 minuti.
  8. Stendere l' impasto in uno spessore di circa 1\2 cm e ritagliare i biscotti.
  9. Infornare per circa 10 minuti, poi farli raffreddare su una gratella.