Non ci ho pensato su due minuti. Ricevere comunicazione che avrei dovuto passare due giorni a Milano e prenotare una cena da Cracco, la stessa cosa.
Curiosa, eccitata e saltellando mi sono presentata al civico 4 di via Victor Hugo con quasi mezz’ ora di anticipo… dilettante… Un respiro profondo, un’ aggiustatina alla sciarpa, liscio il cappotto ed entriamo.
L’ ambiente è rigoroso, pulito, essenziale, decisamente formale.
Il personale è discreto, formale e professionale, attento e sempre presente (anche troppo eh! Al bagno vorrei anche poterci arrivare da sola, non mi devi accompagnare fino all’ ascensore e aspettarmi all’ uscita..), non manca di versare dell’ acqua o il vino poco prima che finisca, non assilla con quei “tutto bene?posso?prego? ecc ecc..” eppure ha sempre ogni cosa sotto controllo.
Una macchina da guerra, un orologio in cui ogni meccanismo funziona perfettamente, e, a confronto la mia cucina è chiaramente uno di quegli orologi che quando li rimonti funzionano ma chissà per quale motivo ti è rimasto un ingranaggio, una vite o un bullone in mano..
Un aperitivo, qualche bollicina e siamo pronti ad ordinare.
Ho scelto di fare un menù degustazione, in realtà proprio per non dover scegliere troppo e poter assaggiare più cose possibili.
Nel mentre che siamo impegnati a sgranocchiare delle piccole foglie in tempura si palesa lui..
Quasi non credevo ai miei occhi se non mi avesse riportata alla realtà una vecchia signora che due tavoli più in là si è messa a cinguettare Càààààrlo! Caaaaaaro. Càààààrlo! Evvabbè l’ abbiamo capito che è amico tuo, ma lasciaci parlare un po’ anche noi..
Carlo Cracco, una persona amabile, cordiale e, non ci crederete, persino sorridente! Credo di averlo visto più sorridere di quanto lo abbia sentito parlare. Nonché un bellissimo uomo, posso giurarlo….
Così in preda all’ estasi totale, ho cercato conforto nel cibo, convinta che qualcosa di “concreto” potesse riportarmi alla realtà.
Povera illusa.. l’ intera cena è stato come un viaggio, una fiaba, qualcosa di surreale. Ma bello.
Trippa di baccalà con coniglio e uova di salmone, gamberi rossi con nocciole bollite e infuso di camomilla(i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e), ravioli di lingua di vitello con limone e curcuma (che profumo..), tagliolini al tuorlo d’ uovo croccanti con tartufo essiccato da mangiare con le mani, così colorati che era un peccato toglierli dal piatto!
Salmone marinato e foie gras, insalata di prezzemolo con capesante e lingue d’ anatra, lenticchie con castagne essiccate e cicale di mare, panino di seitan leggero e croccante con insalata e bresaola di agnello, piccione allo spiedo con salsa ai cachi..
Per finire la frutta essiccata leggera e trasparente eppure con un sapore di frutta così intenso, nocciole al cacao e mandorle zuccherate, krice ovvero riso soffiato e cacao servito nella sua scatolina e sottovuoto, cannoli di zucchero con crema al martini dry..
Come tutte le favole, anche la cena da Cracco doveva finire, eh, le cose belle non durano.. per quanto non possa certo lamentarmi.. ci siamo seduti alle 20:15 e siamo usciti alle 00:30!!
Prima di andare via però, un giro per le cucine e qualche parola con Matteo Baronetto, sous chef e vero braccio destro di Cracco da quasi 20 anni.
Mi ha detto che in cucina il segreto è parlarsi (come nella vita del resto mi verrebbe da aggiungere).. ma allora come mai io lì nel mezzo sono rimasta senza parole?!?!
Le cucine di Cracco sono proprio come le immaginavo. Pulite, ordinate, è come stare a teatro con le stoviglie che suonano una musica dolce e cuochi e assistenti che ballano leggeri senza intralciarsi, senza salire gli uni sui piedi degli altri..
Ecco, a tal proposito ne approfitto per suggerirvi la possibilità di prenotare (con un certo anticipo però) un tavolo per massimo 4 persone nella cucina. Si, proprio nel bel mezzo della cucina e separato da questa con una vetrata è possibile cenare, osservare i grandi all’ opera, capire o semplicemente curiosare un po’ da vicino quello che c’ è dietro la grande magia…
Bè, alla fine che dire, è stata un’ esperienza “stellare”, anche se tutto considerato non mi dispiace tornare a rilassarmi un po’ anche a tavola.
E’ che a me tutta quella compostezza, tutta quella infallibile precisione, tutte quelle signore sui tacchi altissimi e dai capelli liscissimi che probabilmente pur di non scomporsi neanche masticano ed inghiottono tutto intero, ecco, a me un pochino imbarazza. Perchè la verità è che a me non interessava niente di guardarmi i capelli allo specchio ogni 5 minuti, o di sbattere le ciglia riflettendomi sulla lama del coltello, io ero lì felice col cuore che batteva all’ impazzata per la gioia di avere l’ opportunità di aprire la mente, pronta ad accogliere tutto quel turbinio di sapori, profumi, accostamenti che mai avevo avuto l’ occasione di abbracciare Per quanto non fosse la prima voltache mi sedevo ad una tavola “importante”, ma ogni chef ha un animo suo.
Come dicevamo con Roberta andare a cena da Cracco è stato bello, ma è come mettere un bel vestito da sera. Magari aspetti tutta la settimana il grande evento, ti senti una regina, pensi che un abito così bello non vorresti toglierlo mai eppure in fondo al cuore sai bene che i tuoi amati jeans sono lì nell’ armadio che ti aspettano e sei altrettanto consapevole che non c’ è niente di più comodo al mondo.
RISTORANTE CRACCO
Via Victor Hugo,4 20123 Milano
Tel: 02 876774 – 335 1635738
e-mail: info@ristorantecracco.it
Orari di apertura:Pranzo: dal martedi al venerdi dalle 12:30 alle 14:30
Cena: dal lunedi al sabato dalle 19:30 alle 23:00.
Il prezzo del menù degustazione “creativo” che ho fatto io: 160 euro escluso bevande e aperitivo (circa 20 euro).