Anche quando fuori c’ è il sole che picchia forte, o il vento fa battere le persiane e fa cadere le foglie dagli alberi, quando a pranzo impugno il cucchiaio ed apro il thermos pronta a dar battaglia al mio pranzo, o quando la sera torno a casa tardi con la voglia di cucinare ai minimi storici e cerco qualcosa di pronto da riscaldare e mangiare davanti alla TV.
Ecco, la zuppa è la migliore amica dell’ uomo.
La mia di sicuro.
La passione per il baccalà è cosa nota oramai così come la predilezione per legumi e ceci in particolare.
Unendo i due, cosa poteva venir fuori se non una delle mie minestre preferite?
Amo la cremosità di questa minestra, qualche cucchiaio di ceci ancora non frullato alla perfezione, le erbette aromatiche ed il profumo intenso del baccalà.
Quel giro d’ olio a crudo messo alla fine e poi con i crostini di pane è perfetta.
Questi piatti sono le cose che più mi mancheranno dell’ inverno, ma grazie al cielo hanno inventato le zuppe tiepide e anche fredde… per non far arrugginire il mio amato frullatore!
Tanto per riprendere il filo rosso della scorsa settimana, ecco il pane con cui ci siamo deliziati durante il nostro pranzo simil trentino.
La ricetta è presa da un libro che si chiama “Il pane delle Dolomiti” e che penso di aver sfogliato più del dizionario di inglese a scuola.
La verità è che io ho una mania -una delle tante eh- che è quella di comprare libri di cucina durante i viaggi.
Ora, è facile pensare di andare a Parigi e comprare un libro sui macarons -sò bravi tutti- così come di andare in Spagna e accaparrarsi il vademecum per la Paella perfetta.
Ma io son stata capace di andare a Cuba e cercare libri di cucina in un paese che se trova da mangiare è già un miracolo, eppure son tornata a casa coi miei due libricini formato bignami sulla cucina cubana. Mai fatta una ricetta, ma questo è un altro discorso.
Idem per il viaggio in Tunisia di qualche anno fa in cui al posto delle Oasi avevo come miraggio una libreria, ma alla fine ce l’ ho fatta: ho trovato una libreria ed un libro di cucina tunisina. Ho perso l’ unico autobus e gli ho corso dietro, ci son salita su sudata fradicia come un topo ma con un bel sorriso e circondata da sguardi fermi e circospetti che lasciavano poco all’ immaginazione del pensiero (non erano compliemnti alla mia intelligenza, di questo son certa).
Anche lì, non ho fatto neanche una ricetta. Ma l’ importante è partecipare, o no?
Ma stavolta no. Nossignore. Stavolta il mio libro me lo son portato a casa, l’ ho sfogliato tutto, messo orecchiette alle pagine che mi piacciono di più e fatta anche la prima ricetta.
Le pagnotte Laugen.
Somigliano tanto ai soft pretzel, bagnate in quella soluzione di acqua, sale e bicarbonato che gli conferisce quell’ inconfondibile profumo e sapore.
Da brava scolaretta ho seguito la ricetta passo passo con un’ unica variazione: il cumino l’ ho messo nell’ impasto e non all’ esterno dove mi son limitata a cospargere le pagnotte con un po’ di sale di Maldon.
Mi piace l’ effetto di questo tipo di sale sul pane.
Le pagnottine potevo anche inciderle più profondamente a pensarci bene, e forse l’ effetto sarebbe stato migliore, ma vi assicuro che son buone da morire.
Morbide e profumate, color cioccolato e con tanto sale sopra.
cumino (io ne ho usati due cucchiai nell' impasto e non sulla superficie delle pagnotte)
sale grosso (per me Sale di Maldon)
acqua 500 g
bicarbonato di sodio 4 cucchiaini
sale 1 cucchiaino
Istruzioni
Sciogliere il lievito nell' acqua.
Impastare le farine con l' acqua e lo zucchero.
Lasciar lievitare l' impasto per 15 minuti.
Incorporare il sale ed i semi di cumino.
Aggiungere il burro morbido e lavorare l' impasto per almeno 10 minuti.
Coprire l' impasto e lasciarlo lievitare finchè sarà raddoppiato.
Dividere l' impasto in 24 palline o pagnotte un po' più grandi (io ho optato per dei panini dalla forma leggermente allungata e ne son venuti 10).
Portare a bollore l' acqua con il bicarbonato ed il sale.
Preriscaldare il forno a 180°.
Quando bolle immergere le pagnottine nella soluzione di acqua e bicarbonato per circa 20-30 secondi avendo cura di girarle in modo che la soluzione bagni tutta la superficie.
Scolare le pagnottine di volta in volta ed adagiarle su una placa ricoperta di carta forno.
Incidere leggermente la superficie delle pagnottine e lasciarle lievitare per 20 minuti circa.
Cospargere le pagnottine di sale grosso o sale di Maldon come nel mio caso.
Infornare e cuocere per 20 minuti fino a quando avranno preso un bel colore marrone.
Ed oggi il gulasch che se ne va a braccetto con i canederli di mercoledì scorso.
A dire il vero a me il gulasch piace sia da solo che come accompagnamento ai canederli quasi fosse un condimento degli stessi.
Mia mamma per esempio non ama le “cose in brodo” quelle “che galleggiano” per intenderci, così che per lei l’ unico modo per mangiare i canederli sarebbe quello di accompagnarli ad una salsa o ad un sugo di condimento.
L’ idea di preparare i canederli e servirli con il gulasch mi sembra una buona idea per un pranzo “a tema” come quello che abbiamo organizzato noi : )
Ora, le amiche senza glutine mi vengano in soccorso: il concentrato di pomodoro è gluten free? Qualche tipo di concentrato in particolare da segnalare?
Lo chiedo perchè volevo partecipare al gluten free-(fri)- day ma non volevo scriver sciocchezze, ecco. : )
Quando le cipolle si saranno ben appassite toglierle dal tegame e nello stesso fondo far rosolare la carne tagliata a dadini.
Quando la carne si sarà rosolata da ogni lato, unire nuovamente le cipolle ed aggiungere il concentrato di pomodoro, l' aceto, l' aglio tritato e le foglie di alloro.
Irrorare la carne con il vino rosso e lasciar cuocere per una decina di minuti.
Unire la paprika, il cumino ed allungare tutto con il brodo.
Cuocere la carne per 30-40 minuti avendo cura di far ridurre ulteriormente il sugo nel caso si presentasse troppo liquido a fine cottura.
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