Sometimes I' m Happy, Benny Goodman
Bè, qui bisogna essere onesti.
Un mesetto fa è nata questa sorta di “rubrica” del venerdì in cui vi racconto di un posto dove sono andata a mangiare, che sia un ristorante, una gelateria, un bar.. ma non è detto che mi sia piaciuto. Ecco.
Fino ad oggi siamo stati abbastanza fortunati e quei 4-5 posti che vi ho segnalato mi sono piaciuti moltissimo, tutti quanti..
Poi è successo che sabato scorso sono stata impegnata fino al tardo pomeriggio, ero tremendamente stanca, aveva cominciato a fare davvero caldo, così uscita dalle prove ho fatto una doccia al volo e mi sono fermata “in zona” per cenare.
Sono approdata in un posticino chiamato “Al Ristoro Degli Angeli”, che poi a Garbatella è pure piuttosto famoso.. mi viene il sospetto, più per il verde sgargiante dei capelli dell’ ostessa che per altri motivi..
Un piccolo ristorante, con una decina di tavolini all’ aperto e due piccolissime salette all’ interno, arredate in modo piuttosto semplice ma accogliente.
Il menù è in parte sulla carta in parte a voce, con i piatti del giorno, e la zuppa di pesce solo il venerdì e sabato sera..
Insomma, appena arrivata ero piena di ottime aspettative, tutto faceva pensare ad una cucina semplice, di casa, un po’ da osteria, ma raffinata.
Abbiamo ordinato due antipasti, che insieme al cestino di pane fatto in casa sono arrivati in pochissimo tempo, mentre per i primi abbiamo aspettato un’ ora.
No, dico, un’ ora. Io stavo per rosicchiare la gamba del tavolo, se non fosse che il legno ancora non lo digerisco.. e poi?
E poi una zuppetta di pesce che doveva essere una chiccheria, ed una tavolozza vegetariana che sembrava fatta con gli avanzi del giorno prima: mini porzioni fredde, gommose, dal sapore piatto anzi inesistente..
Infine il dolce.
Una bavarese di yogurt con salsa alle albicocche che altro non era che una cosina bianca fredda senza sapore con marmellata di albicocche zuccheratissima.. bah.. io a 5 anni col libro di Nonna Papera fecevo miracoli a confronto.
Ma non è tanto questo. Perché, oh, ognuno cucina come sa, fa quello che può, sono sicura che si saranno impegnati al massimo.
La pietra dello scandalo è il prezzo. 90 eurini, 90 sudatissimi eurini, guadagnati alzandosi tutte le mattine con gli occhi gonfi, col freddo, col caldo, andando non al mare o a correre all’ aria aperta inseguendo farfalle ma in una stanzetta buia senza finestre, circondata da carte, telefoni che squillano più dell’ 144…. E io ho pagato 90 euro l’ informazione che a me sto posto sembra un po’ troppo caro.
Diciamo che ne valeva la metà.
Non perché fosse cattivo il cibo, ma perché non era niente di speciale, e far pagare 90 euro, in due, per una cosa che non li merita a me scoccia. In caso contrario, sono anche contenta di spenderne il doppio!
Beninteso, ognuno poi è libero di scegliere.. magari c’ è chi ha i soldi per farci una guerra, e allora…..
