Loving People Through Food
Nov 012012
 

You Make Me Happy, Lindsay Ray


Eppure a me piace. Mi piace abbottonare tutto il cappotto fin su, nascondere le mani nelle tasche, affondare la faccia nel collo morbido o nella sciarpa, camminare col passo affrettato per non sentire quel pizzicore di freddo alle gambe, uscire dal lavoro che è tutto buio con le vetrine dei negozi in lontananza che fanno quasi una scia di lucine che mi guida verso casa.. e nel frattempo sognare di potermi chiudere la porta alle spalle, dare tre mandate, infilarmi le pantofolone coi pom pom e correre in cucina per prepararmi la cena.. o il tè se mi dice bene.

Quando arriva il freddo io mi riscaldo coi profumi, con l’ aroma inebriante di anice, cannella, pepe, frutta candita..
Così l’ altro giorno non ho resistito e ho preparato persino la vellutata di pesce con l’ anice stellato! Una ricetta improvvisata, in un momento in cui non ho neanche avuto l’ accortezza di pesare gli ingredienti, solo di metterli giù col bicchiere…
L’ ho mangiata bollente, che ancora non aveva finito di sprigionare l’ aroma di anice stellato, così morbida e semplice che quasi mi sono sentita Oliver Twist con la mia ciotolina.. ne avrei voluta ancora un po’…

MINESTRA DI SCAMPI ALL' ANICE STELLATO
5.0 from 1 reviews
Print
Tipo Ricetta: pesce, secondi
Autore:
Tempo Preparazione:
Tempo Cottura:
Tempo Totale:
Servire: 2
Ingredienti
  • scampi freschi 500 gr
  • vino bianco secco 1 bicchiere
  • anice stellato 1 fiore
  • carota 1\2
  • scalogno 1
  • acqua 2 bicchieri
  • panna fresca 1\2 bicchiere
Istruzioni
  1. Cuocere le teste degli scapi con l' acqua, il vino, i semi di anice, la carota ed il cipollotto tagliati a pezzi grandi.
  2. Proseguire la cottura per 20 minuti, aggiungendo altra acqua se il brodo dovesse ritirarsi troppo.
  3. Sgusciare le code degli scampi e tuffarle nel brodo.
  4. Lontano dal fuoco unire la panna, aggiustare di sale e pepe e frullare il composto.
  5. Servire con crostini caldi.

 

Oct 302012
 

Don’ t Wait Too Long, Madeleine Peyroux

Sono una food blogger green. E’ ufficiale. Non nel senso che quando mi arrabbio divento verde come l’ Incredibile Hulk, i miei muscoli lacerano la t-shirt e distruggo tutto quello che ho davanti come una furia..

Oddio, che poi a pensarci bene.. vi dirò.. almeno una volta nella vita.. eheh.. mi piacerebbe sapere che si prova… aaaaaaaaargh.. l’ Incredibile Signorina P&C…….
D’ accordo, come non detto, torniamo a noi e all’ Eco Food Day a cui #Food 140 e l’ Accademia del Gusto Pepe Verde mi hanno invitata a partecipare qualche giorno fa.

 L’ iniziativa si ripropone di far conoscere e diffondere il più possibile il concetto di sostenibilità ambientale attraverso la produzione ed il consumo responsabile di ciò che mangiamo.
Sono sempre stata definita una gran sognatrice, una sempre convinta che il mondo potesse cambiare da dentro, dalle piccole cose, perché è lì che si nascondono e nascono le grandi.
Sono altrettanto convinta che ogni nostro gesto, anche il più banale possa avere delle ripercussioni sulla nostra vita, su quella degli altri, sull’ intero ecosistema, che ci voglia rispetto, un rispetto profondo per nnoi stessi e per ciò che ci circonda, perché nulla si può e si deve dare per scontato, perché le situazioni possono mutare all’ improvviso, direttamente o indirettamente per causa nostra.
E quando tutto cambia, cambia tutto.
Il cibo è cultura, mangiare è viaggiare, è scoprire sapori, mondi, colori nuovi, e farlo con consapevolezza non può che essere un valore aggiunto.
Conoscere la storia di ciò che mangiamo, è moltiplicare il piacere.
Sarà che ho un animo curioso, che sono stata da sempre la piccola Miss Marple di casa, che ogni volta che s’ andava a trovare gli amici in campagna mi arrampicavo sugli alberi, curiosavo nelle cantine, tra le botti, passeggiavo sulle reti piene di olive, toccavo, annusavo, e soprattutto domandavo….
Ecco, purtroppo nel tempo ho imparato che al mondo esiste gente per la quale le patate nascono in “fiocchi”, che non ha “ancora” capito se le banane crescono in terra o sugli alberi, che le noci sono avvolte da una buccia verde che si apre da cui fuoriesce il frutto…. e soprattutto non pensate “ma che gente frequenti!” perché mi riferisco anche ad illustrissimi signori….
Chiaramente per km 0 si intende lo sconto che ti fanno sulle automobili in concessionaria. E’ chiaro.
Figuriamoci poi essere a consocenza delle modalità di produzione e coltivazione del cibo, la provenienza, la sostenibilità ambientale, l’ inquinamento, il rischio imminente di collasso ambientale che deriva da certi sistemi poco raccomandabili.
Utopia pura.
Eppure non mi arrendo.

Continuo a cucinare quello che trovo, le cose buone dei contadini, dei coltivatori diretti che il weekend scendono al mercato, continuo a comprare quello che conosco (in termini di provenienza, ci mancherebbe..), non compro le fragole a Dicembre e a Luglio non faccio colazione con le arance spremute.
Questo stimola la fantasia, accende le idee, passeggiare per mercati, per boschi, per campagne è un modo di fare conoscenza con le stagioni, con la natura, riempirsi gli occhi di colori e sapori nuovi che sorprendono ad ogni loro ritorno.
Un week end di fine estate passato a pestare l’ uva per il vino, o a raccogliere le olive, o a fare il formaggio, queste sono cose impagabili, questo è il rispetto per quello che la terra ci da, per cui dovremmo essere grati, che dovremmo conoscere ed imparare a valorizzare sempre di più.
Uhm.. ma se continuo con la mia campagna elettorale, come direbbe Annarita “Pici for President..”, mai vi dirò che nel pomeriggio dedicato all’ Eco Food Day c’ è stata anche una bella lezione di cucina tenuta dallo chef Cesare Amato che ha preparato per noi 20 Food Blogger appassionate tre piatti a base di riso e che ve lo dico a fare tutti e tre da leccarsi i baffi.

20 Food Blogger che hanno firmato una carta, un impegno a “promuovere la cultura della sostenibilità in rete, diffondere la cultura della tutela e della valorizzazione del territorio agricolo, impegnarsi nella divulgazione della cultura degli orti/giardini urbani, pubblicare post sulla cultura del cibo e del riciclo, contribuire alla conoscenza del mondo OGM, tutelare l’ ambiente attraverso la diminuzione del consumo di carne rossa, promozione della cultura del GAS..”

Uno di questi è stato da me rivisitato per partecipare al contest abbinato all’ Eco Food Day, che assegnerà al vincitore un magnifico premio “green” messo a disposizione da Idee Di Casa, una bordura di riso con carciofi, pancetta di mialino nero aromatizzato con pepe di Rimbàs e purea di fave con olio alla menta.

Non sono una che solitamente fa promotion ai prodotti che usa, almeno non intenzionalmente :OP, tuttavia due parole oggi mi sento in dovere di spenderle.
Il riso baldo, offerto da Riserva San Massimo, è il riso che preferisco quando preparo i risotti, scoperto ormai qualche anno fa è un must nella mia dispensa; l’ olio EVO alla menta selvatica bio di Fattoria San Sebastiano ha un profumo che vorrei potervi far sentire così come il colore..; la pancetta invece è un regalo inaspettato che ho ricevuto l’ altro giorno da Peppino Tinari, chef stellato del ristorante Villa Maiella, di cui per altro vi avevo parlato qualche mese fa e che ho avuto il piacere di incontrare al Salone del Gusto presso il padiglione di Tre Spade durante la sua presentazione insieme a Claudia di Verdecardamomo del pepe del Rimbàs, pepe che conferisce alla pancetta e quindi a questo piatto un gusto tutto speciale….

BORDURA DI RISO AI CARCIOFI CON CREMA DI FAVE E PANCETTA AL PEPE DEL RIMBAS
5.0 from 1 reviews
Print
Tipo Ricetta: Riso
Autore:
Ingredienti
  • riso baldo 500 gr
  • carciofi 3
  • bitto 200 gr
  • pancetta di maialino nero lavorata con pepe di Rimbàs
  • olio EVO
  • aglio tritato 1 spicchio
  • cipolla tritata 10 gr
  • vino bianco
  • burro 40 gr
  • brodo vegetale
  • pangrattato
  • olio alla menta
  • fave secche 200 gr
  • sale
  • pepe del Rimbàs
Istruzioni
  1. Ammollare le fave secche in acqua fredda per un paio d' ore.
  2. Sciacquare le fave e cuocerle in acqua fredda per 45 minuti circa fino a che saranno morbide.
  3. Aggiustare le fave di sale e pepe, condirle generosamente con l' olio alla menta e ridurle in purea col frullatore ad immersione.
  4. Coprire il purè di fave con un foglio di pellicola, a contatto con il purè stesso in modo che non formi pellicine, e tenerlo da parte.
  5. Pulire i carciofi, tagliarli a fettine sottili ed immergerli in acqua fredda.
  6. Tagliare la pancetta a dadini piccolissimi e rosolarla con l' olio EVO.
  7. Unire l' aglio schiacciato, i carciofi e lasciar cuocere per un paio di minuti.
  8. Sfumare i carciofi col vino bianco e quando questo è evaporato proseguire la cottura con il brodo vegetale necessario.
  9. Aggiustare i carciofi di sale e pepe e cuocere per 10 minuti ancora a fiamma bassa.
  10. In una casseruola, far appassire la cipolla con un poco d' olio EVO.
  11. Unire il riso e farlo tostare per 3 minuti.
  12. Sfumare il riso col vino bianco e quando questo sarà completamente sfumato aggiungere il brodo vegetale necessario per proseguire la cottura.
  13. Passati 5 minuti unire i carciofi e proseguire la cottura per 5 minuti.
  14. Grattugiare il bitto nella grattugia a fori larghi.
  15. Fuori dal fuoco unire una noce di burro ed il bitto.
  16. Preriscaldare il forno a 160°.
  17. Stendere bene il riso su un vassoio in modo da farlo raffreddare e fermare la cottura.
  18. Ungere con del burro gli stampini di alluminio e spolverarli con del pangrattato.
  19. Riempire gli stampini con il riso pressandolo bene all' interno.
  20. Passare gli stampini in forno per 10 minuti.
  21. Distribuire qualche cucchiaio di purea di fave nei piatti.
  22. Sformare il riso al centro di ogni piatto.
  23. Decorare con della pancetta croccante saltata velocemente in padella.

Con questa ricetta partecipo al Contest :
Contest Food 140

Oct 272012
 

I ve Got You Under My Skin, Bono Feat. Frank Sinatra

Qualche domenica fa è stato il compleanno della mamma, così mi sono offerta più o meno “volontaria” per preparare una torta..

C’ è da sapere che in casa i dolci sono visti sempre con un po’ di sospetto, un po’ perché da quando ho scoperto di essere diabetica è come se fosse passata la voglia di zucchero anche agli altri membri della famiglia, e poi perché essendo dei veri e propri salutisti (colpa e merito del babbo) tutte queste calorie in più a fine pasto le guardiamo sempre con sospetto.

Gli unici dolci “tollerati” così sono diventati quelli fatti in casa, perché posso farli senza zucchero, perché posso selezionare un po’ meglio gli ingredienti  rendendoli quindi un prodotto migliore.. e tra tutti i dolci in assoluto  quello che mette d’ accordo tutti è la crostata, regina indiscussa  della cucina.

Tant’ è che per il compleanno della mamma avevo preparato sia la apple pie di qualche post fa che questa insolita crostata di zucca.

Nonostante sia stata accolta con un un po’ di scetticismo dato che ho una famiglia tradizionalista per certi apetti, ha riscosso un discreto successo.

Così, se dapprima tutti quanti hanno afferrato famelici una fetta di apple pie con le sorbe dopo aver timidamente assaggiato una briciolina di crostata alla zucca se la sono quasi litigata..

Io, par contre,sono sprofondata sul divano, col mio caffè e la mia microporzione di crostata e mi sono fatta una bella risata sotto i baffi :OP.


CROSTATA DI ZUCCA
Print
Tipo Ricetta: Dessert, Crostata
Autore:
Tempo Preparazione:
Tempo Cottura:
Tempo Totale:
Servire: 6
Ingredienti
  • farina 170 gr
  • zucchero di canna integrale 1 cucchiaio
  • tuorlo 1
  • burro 80 gr
  • acqua 3-4 cucchiai
  • panna 250 gr
  • purea di zucca 500 gr
  • zucchero di canna integrale 75 gr
  • uova 2
  • cannella
  • sale
  • semi di zucca
Istruzioni
  1. Amalgamare la farina con lo zucchero.
  2. Impastare il composto di zucchero e farina con il burro a pezzetti.
  3. A parte battere il tuorlo con l' acqua fredda ed incorporarlo al composto.
  4. Avvolgere la pasta nella pellicola e riporre in frigo 1 ora.
  5. Stendere la pasta e foderare uno stampo da crostata.
  6. Riporre ancora in frigo per 1 ora.
  7. Preriscaldare il forno a 180°.
  8. Per il ripieno, battere insieme la panna con le uova.
  9. Unire il purè di zucca, la cannella ridotta in polvere, un pizzico di sale.
  10. Versare il ripieno nel guscio di frolla.
  11. Infornare per 30 minuti.
  12. Nel frattempo tostare i semi di zucca nel forno per pochi minuti.
  13. Sfornare la torta e cospargerla di semi di zucca tostati.