Loving People Through Food
Dec 182013
 

Il panforte Margherita per essere precisi, perchè come scrive Giovanni Righi Parenti ” La differenza sostanziale tra il Panforte Margherita ed il vecchio panforte classico già si nota ad un primo colpo d’ occhio: il vecchio panforte si presenta scuroe viene chiamato Panforte Nero; al contrario il Margherita appare bianco per il velo di zucchero vanigliato che lo ricopre oltre a presentare un impasto chiaro con una trasparenza nei canditi che vi appaiono quali “pietre preziose”.

Disaffti anniamo nel primo un uso dei frutti trattati con una candidatura per fermentazione che li rende scuri mentre nel secondo caso i frutti canditi hanno subito una candidatura moderna dove il ricambio continuo dello sciroppo permette di seguire il processo senza giungere mai alla fermentazione del liquido di trattamento.”

Il panforte Margherita è il panforte che sono abituata a mangiare io, quello con lo zucchero a velo sopra e i canditi trasparenti: God save the Queen e benedica il giorno in cui Margherita di Savoia venne a Siena per vedere il palio..regalandoci così questa nuova versione del panforte. Perchè questo pane forte e antico così ricco di miele e frutta era roba da ricchi..

Quest’ anno però abbiamo deciso di fare dei piccoli panfortini, così piccoli che si possono mangiare in un sol boccone!

Mi piaceva l’ idea di variare un po’ il menù delle feste non tanto nella sostanza quanto nella forma.

Chi mi conosce lo sa quanto io ami le tradizioni, anche in cucina ma non solo, e se qualcuno mi togliesse i miei dolci natalizi preferiti a tavola sarebbe un po’ meno Natale : ) .

Spero che i vostri preparativi natalizi stiano andando per il meglio, che la vostra casa profumi di frutta, cannella, arancia, mandarino e spezie come la mia.

La ricetta tratta dal libro di Giovanni Righi Parenti risale al 1880.

PANFORTE
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Autore:
Dolci, Natale
Ingredienti
  • zucchero bianco 2,5 kg
  • candito di cedro 3 kg
  • candito di scorza d' arancio dolce 0,5 kg
  • mandorle pelate e tostate 3 kg
  • farina di grano 00 1,2 kg
  • cannella in polvere 50 g
  • noci moscate in polvere 50 g
  • baccello di vaniglia 1
  • zucchero a velo vanigliato
Istruzioni
  1. Preriscaldare il forno a 180°.
  2. Sciogliere lo zucchero in pochissima acqua.
  3. Tagliare i canditi in pezzetti non troppo piccoli.
  4. Appena lo zucchero comincia a fare il filo si uniscono i canditi e le mandorle.
  5. lasciar cuocere per qualche minuto, poi unire la farina e le spezie.
  6. Lasciar asciugare qualche minuto e poi versare negli stampi piccini o in uno stampo grande.
  7. Cospargere di zucchero a velo.
  8. Infornare e cuocere per circa 15 minuti nel caso di stampi piccini o 25-30 nel caso di uno stampo unico.

Dec 162013
 

Scrive il Righi Parenti:

“La ricetta antica prevede l’ uso di frutta (melone, in massima parte, insieme ai fichi oltre a qualche agrume, soprattutto arance), bollita nel miele, quindi mescolata, con mandorle e noci, in un recipiente dove si era impastato altro miele bollente con la farina e le spezie.

Il composto, che risultava abbastanza tenace, veniva diviso in porzionipoi foggiate come piani rotondi, rialzati, a cupola, verso il centro, praticamente come normali pagnotte; con il passar degli anni la cupola verrà abbassata assumendo così, gradatamente, la forma rotonda tipica che ha assunto il dolce oggi.

Il panpepato veniva cotto in forno in teglie con uno strato di farina per impedire alla pasta di attaccarsi al fondo del recipiente di cottura, farina che verrà sostituita in tempi più recenti da una cialda preparata con acqua e farina di grano. La ricetta antica, e le notizie di come veniva confezionato questo antico dolce, possono venire ipotizzate dalle poche note che abbiamo.

(…)

Lasciando cose tanto antiche vi descrivo qui il modo di preparare il “Panpepato” ai nostri giorni, ma non propriogli ultimissimi giorni in quanto l’ antica classica ricetta, per quella mania degli uomini di voler sempre modificare le cose esistenti, ha subito negli utlimi anni delle variazioni che ne hanno ingentilito il gusto togliendogli, in certo qual modo, l’ aggressività del dolce d’ altri tempi.

M a proposito di ingredienti è qui di dovere ricordare quanto venne descritto in un vecchio manoscritto del XVIII sec. dove più di “cose terrene” entriamo nella “magia”.

Per il “panpepato” occorrevano quindici ingredienti primari: il miele, lo zucchero, la farina di grano, le noci,le nocciole di monte, le mandorle, il candito di popone, il candito di cedro, le arance candite, la scorza candita del limone, i coriandoli, la cannella dell’ Oriente, il pepe aromatico, i chiodi di garofano, la noce moscata; poi due ingredienti essenziali cioè: l’ acqua e il fuoco.

Ma perchè tutto risultasse nel modo migliore, quasi si rispettasse un rito amgico, occorreva anche che ci fosse l’ onestà, la laboriosità, la temperanza e l’ amore per le cose belle e buone che accanto all’ amor di Dio erano le virtù necessarie che doveva avere ogni panfortaio per raggiungere una reale perfezione.

Si deve a questo punto notare come il numero di tutti gli ingredienti sia stato portato a diciassette, cioè a quello delle contrade di Siena e, dal 1675, tale è rimasto.”

Ecco, il panpepato così come il panforte, i ricciarelli, i cavallucci .. fa parte dei dolci tradizionali toscani in questo periodo dell’ anno.

Il Natale a casa mia profuma sempre di cannella, di frutta secca, di canditi trasparenti e colorati come gemme preziose, e le mani sono sempre appiccicose.

Strano ma vero, una ricetta nostra di famiglia del panpepato non l’ abbiamo, ma dovendone scegliere una non ho potuto che affidarmi alla classica ricetta di panpepato di Giovanni Righi Parenti.

Nel suo libro fornisce più versioni dello stesso dolce, o anche semplicemente del polverino come in questo caso.

Il polverino tra le altre cose, si può acquistare già pronto in alcune drogherie e negozi di spezie, oppure si può fare in casa a patto che sappiate dove acquistare i gusci di cacao.

La ricetta che segue risale al 1725 ed è contenuta nel libro di Giovanni Righi Parenti.

PANPEPATO
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Tipo Ricetta: Dolci
Autore:
Ingredienti
  • zucchero 15 kg
  • candito di popone (melone) 13 kg
  • scorza d' arancia candita 2 kg
  • farina 7,5 kg
  • mandorle forti (amare) 2,5 kg
  • mandorle dolci 7,5 kg
  • spezie 0,120 kg*
  • cannella di Ceylon in polvere 0,160 kg
  • coriandoli 0,075 kg
  • noci pestate 6 kg
  • *spezie:
  • pepe garofanato 800 g
  • pepe nero 100 g
  • chiodi di garofano 340 g
  • cannella 300 g
  • macis 100 g
  • noci moscate 160 g
  • coriandoli 400 g
  • cacao gusci 100 g
  • polverino:
  • cannella 2 kg
  • coriandoli 7 kg
  • gusci di cacao 1 kg
Istruzioni
  1. Preriscaldare il forno a 180°.
  2. Preparare il poverino macinando tutte le spezie fino ad ottenere una polvere finissima.
  3. Preparare il panpepato.
  4. Sciogliere lo zucchero insieme a pochissima acqua sul fuoco e quando bolle e comincia a fare il filo si uniscono i canditi tagliati a pezzetti non troppo piccoli e la frutta secca.
  5. Cuocere per qualche minuto e poi aggiungere la farina e le spezie.
  6. Versare il composto in unostampo foderato di carta apposita o di ostie.
  7. Coprire la superficie del panpepato con il polverino ed infornare per circa 45 minuti.
  8. Quando il panpepato sarà cotto soffiare via il polverino dalla superficie.

Dec 132013
 

In casa nostra il Natale è fatto così: di chi passa a prendere i nonni, di chi esce di corsa dal lavoro e sbriga le ultime commissioni che chi è rimasto in casa a cucinare ordina al telefono imbrattandolo di pastella e altre diavolerie culinarie, di chi ha nascosto talmente bene i regali che passa l’ intera giornata del 24 a cercarli e arriva stanco morto a tavola neanche fosse venuto a piedi da New York, di chi sta sempre al telefono a fare gli auguri e alza la mano in segno di protesta allontanandosi da chi lo rincorre per avere il telefono lui pure, di chi noncurante di tutto ciò legge il giornale e s’ addormenta sul divano, di chi esce dal salone, attraversa il terrazzo ed entra di soppiatto in cucina per smangiucchiare qualcosa senza essere sgamato, di chi scrive i bigliettini d’ auguri all’ ultimo minuto (che quando li leggi pensi: ma un corso di italiano per italiani no???)..

Ecco, in tutta questa euforia,in tutto questo caos delirante c’ è stato un anno in cui ci dimenticammo i fritti.

Mangiare l’ antipasto di fritti la sera della Viglia di Natale da noi è un rito, che siano verdure, pesce, fritti misti non importa. Il fritto ci deve stare.

Eppure quell’ anno ci sedemmo a tavola e solo allora ci accorgemmo che nessuno aveva pensato ai fritti. Tragedia. Di quelle che non si possono raccontare..

Il giorno di Natale invece, di solito passa un po’ più tranquillo (per modo di dire) e l’ antipasto di fritti è sostituito totalmente dai crostini col paté di fegatini (e altri crostini e altri antipasti eh!).

Le mani rapaci che si allungano per afferrare la propria porzione invece sono sempre le stesse…

p.s.: Non so se avete notato sul web, sugli scaffali, nei carrelli delle signore che vi passano accanto.. ma da qualche giorno è uscito il primo dei libri dell’ MTC, che si chiama appunto “L’ Ora Del Paté” edito da Sagep.
Lo so che la ricetta di oggi è una mia ricetta di famiglia e non una ricetta del libro ma ci tenevo comunque a farvelo sapere che al mondo esistono libri meravigliosi che sono come figli. Desiderati, fortemente voluti, fatti con la calma e la dedizione che meritano, pieni di amore e di saper fare. Un sogno di vedere sulla carta stampata quello che ormai a tutti gli effetti è il “challenge” più emozionante e più esilarante del web, che si è realizzato grazie ad Alessandra Gennaro, Fabrizio Fazzari, Sabrina de Polo e alla mitica Roberta Sapino.

PATE' DI FEGATINI
4.7 from 3 reviews
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Tipo Ricetta: Antipasti
Autore:
Ingredienti
  • fegatini di pollo 500 g
  • cipolla 1 piccolina o 1\2 grande
  • sedano 1\4 di gambo
  • carota 1\2
  • acciughe 1
  • capperi 2 cucchiai
  • vin santo
  • salvia
  • rosmarino
  • olio EVO
  • sale
  • brodo
Istruzioni
  1. In un tegame versare un fondo d' olio.
  2. Aggiungere le verdure a pezzettini e qualche rametto di rosmarino e foglia di salvia.
  3. Scaldare l' olio, poi rosolare i fegatini.
  4. Quando i fegatini si saranno ben rosolati, sfumarli con un goccio di vin santo.
  5. Aggiungere i capperi e l' acciuga.
  6. Lasciar cuocere a fuoco basso per circa 30 minuti, bagnandoli di tanto in tanto con del brodo se dovessero asciugarsi.
  7. Quando i fegatini saranno cotti, frullarli col frullatore ad immersione, aiutandosi con qualche cucchiaio di brodo se il patè dovesse risultare troppo asciutto.
  8. Lasciare il patè di fegatini un po' "rustico" se piace, piuttosto che frullare tutto alla perfezione rendendo il composto liscio ed omogeneo.
  9. Servire il patè caldo su crostini di pane grigliati e caldi.