Beyond The Sea, Bobby Darin
Lo scorso weekend ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto. Per la prima volta in vita mia ho pranzato su un trabocco!!!!!
Il
trabocco è una struttura da pesca interamente in legno, che si protende a pochi metri dalla riva e resta sospesa in mezzo al mare..
Alle assi che sporgono dalla struttura principale del trabocco venivano agganciate delle ampie reti per la cattura (a vista!!!) dei pesci come vedete nella foto.
Caduti in disuso come macchine da pesca, i trabocchi sono stati recentemente portati “a nuovo”, valorizzati e adibiti a piccoli locali per la ristorazione.. anzi, per il ristoro..
Non c’ è cosa che non sia affascinante, dalla passeggiata lungo la passerella di legno che collega il trabocco alla riva, la sensazione di essere così in bilico, sospesi sull’ acqua, la piccola piattaforma di legno su cui sono apparecchiati una manciata di tavoli, il mare verde e blu che riempie gli occhi (e non solo), il profumo di sale, di pesce, d’ estate..
Come ha detto qualcuno, è stato un pranzo perfetto.. la compagnia, il cielo azzurro, il mare calmo, poche altre persone intorno, la gentilezza della signora Pina e di tutto “l’ entourage” che poi è la sua famiglia..
Al figlio Tommaso si deve la bontà del pesce, appena pescato, ad una delle loro cugine la dolcezza dei tipici
bocconotti, al contadino della zona il profumo inebriante delle fragole appena colte.. un viaggio verso il Paradiso.. un viaggio breve però, a km 0…
Quando ho chiesto alla signora Pina quale fosse il segreto per preparare la zuppetta di seppie che ha conquistato tutti, lei mi ha sorriso e poi ha detto: “Eh, il pesce è appena pescato! Vedi? Poi io le preferisco grandi, chè secondo me sono più tenere..”
E mi ha mostrato il secchiello pieno di seppie vive che avevano appena tirato su dal mare..
Ok, mi ha conquistata.
E come se non fosse abbastanza dopo averci deliziato con otto antipasti diversi, insalata di seppie, zuppetta di seppie e pomodoro, cozze ripiene, sauté di cozze da togliere il fiato, piccole sogliole fritte, alici al peperoncino, alici fritte, un cestino di pane e pizza, spaghettoni gourmet con cozze e pomodorini locali, piccoli tagliolini al nero di seppia e sugo di pomodoro semplice fatto in casa, sogliole e passera di mare all’ acquapazza,… bè… mancavano solo le dolcissime fragole del contadino, i bocconotti della cugina e un liquore dal profumo inconfondibile di arance selvatiche. Che selvaticavano lì, naturalmente.. perchè non esiste neanche l’ idea di poter utilizzare ingredienti che non siano locali. Più che locali. Il mare sotto il trabocco, l’ orto vicino, quello è il loro frigo. La natura è la loro dispensa.
Provate a telefonare per prenotare un pranzo o una cena.. probabilmente vi richiameranno per confermare.. perchè non hanno “scorte” o cibi pronti. Cucinano quando c’ è da cucinare, quando c’ è gente desiderosa di essere sfamata, saziata di salute, di benessere..
Il pranzo di sabato scorso è stato un respiro, una parentesi surreale di una vita che i km ti costringe non solo a farli, ma a correrli, a cercare l’ impossibile, confondendo le idee (in molti casi già poco chiare) di chi la vita, che passa anche attraverso la buona tavola, deve ancora scoprirla..
Le esperienze come questa sono piccole lezioni di vita, che insegnano a
non contare il tempo, a rispettare la natura, a goderne i suoi frutti.. a conoscere, a riconoscere i prodotti locali e a valorizzarli, per capire che poi la felicità si nasconde meno di quanto uno possa credere. Ci vogliono gli occhi per riconoscere le bellezze di cui siamo circondati, e
le cose belle, come mi diceva sempre mia mamma,
sono tutte intorno a te.
Dopo il pranzo, una piccola visita all’
Abbazia Di San Giovanni In Venere a Fossacesia di cui vedete la foto qui sopra, dove ho raccolto menta e mentuccia cresciuta spontaneamente tra i fiori.. eheh..
Naturalmente con le seppie dell’ Adriatico non potevo non riprovare la zuppetta di cui la signora Pina mi ha gentilmente regalato la ricetta… aveva ragione.. pochi ingredienti, freschi, e il cuore…
Trabocco Punta Cavalluccio
Contrada Piane Favaro, 267
66020 Rocca San Giovanni ( Chieti)
Tommaso Verì, Tel. 338 5980985
Giuseppina Paolucci, Tel. 333 3010800
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Autore: Serena Angelini
- seppie 2
- pomodorini 10
- carota 1
- cipolla 1 piccola o ½ se è grande
- aglio 1 spicchio grande
- sale
- olio EVO
- prezzemolo
- crostoni di pane bruscato
- In un tegame riunire le seppie pulite e tagliate a pezzetti, i pomodorini spaccati a metà, il sale, un filo d' olio, la carota tritata finemente col coltello, l' aglio e la cipolla finemente sminuzzata.
- Coprire quasi a filo con l' acqua e porre sul fuoco a fiamma altissima.
- Appena l' acqua inizia a bollire abbassare la fiamma e lasciar cuocere finchè "con la forchetta non sentirai che la seppia è tenera. Te ne accorgi, no?" (la sig. ra Pina).
- Cospargere la zuppa di seppie con del prezzemolo tritato e dei crostoni di pane bruscato.
3.1.07