Loving People Through Food
May 202012
 

 Somewhere Over The Rainbow, Judy Garland


I pancakes sono stati la colazione preferita da me e mio fratello in una fine estate un po’ sull’ orlo di una crisi di nervi per tutti e due.. eppure alzarsi con comodo, sedersi fuori in terrazza, all’ ombra, e mangiare i pancakes dallo stesso piatto bisticciando per chi dovesse raccogliere l’ ultima goccia di sciroppo d’ acero è uno dei ricordi più dolci che ho.

Già la colazione di per sè è un momento speciale, indispensabile per affrontare la frenesia della giornata appena iniziata senza rimpianti per cuscino e piumone, ma la colazione del week end è tutto questo al quadrato!
Iniziare il tanto agoniato fine settimana nel modo giusto a me dà l’ impressione che poi sarà tutto perfetto. Ma magari anche no, eh! Chi può dirlo…

Ad ogni modo io che non ho proprio voglia di affannarmi il sabato mattina, preparo la pastella per i pancakes il venerdì sera e la metto in frigo, così la mattina devo solamente cuocerli! Che poi è anche divertente mettersi ai fornelli ancora in vestaglia con i capelli spettinati, la tv che parla delle ultime notizie e leggere il giornale del giorno prima (eh, perchè voi avete SEMPRE tempo di leggere il giornale il giorno stesso?! :O| ).

BUTTERMILK PANCAKES
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Ingredienti
  • farina 300 gr
  • burro 50 gr
  • lievito vanigliato 1 bustina
  • zucchero 65 gr
  • uova 2 grandi o 3 piccole
  • buttermilk 500 ml
  • sale
  • frutti di bosco freschi
  • sciroppo d' acero
Istruzioni
  1. Amalgamare insieme la farina, il lievito, lo zucchero ed il sale.
  2. A parte battere le uova con il buttermilk, ed il burro morbido.
  3. Incorporare il composto di uova e buttermilk alla farina.
  4. Imburrare leggermente una padella e versare un mestolino di pastella al centro. Allargare l' impasto con il mestolo in modo che il pancake raggiunga il diametro desiderato e cuocere per 2 minuti da un lato e poi dall' altro.
  5. Via via che i pancakes saranno cotti porli uno sull' altro e tenerli sempre coperti con un panno di cotone per mantenerli al caldo.
  6. Versare lo sciroppo d' acero sui pancakes e decorare il piatto con la frutta fresca.

 

May 192012
 


Si. E’ un’ invasione. Greca. :O)
Magari tra qualche settimana cambio anche il dominio al mio blog.. non più pici e castagne ma… feta e moussaka…. che ne sapete… magari….
Vabbè, ma anche no dai, che sennò poi vi confondo troppo le idee… però ecco, io ve lo avevo detto tempo fa in occasione dei mount pelion cheese bread che vi avrei presto riportati in Grecia!

E poi è arrivata Anna, che con i suoi meravigliosi small pocket feta-cheese pies ci ha nuovamente catapultati tra profumi, colori e sapori che ormai sono inconfondibili, che basta il pensiero per stare già meglio..
Nel frattempo che preparo una nuova ricetta di Anna (eh sì, lei mi vuole proprio bene :O) ) vi lascio la ricetta di questo pita bread che ho preso dal libro di Vefa.

PITA BREAD
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Ingredienti
  • farina 350 gr
  • sale 1 cucchiaino
  • lievito di birra secco 1 cucchiaio
  • zucchero 2 cucchiaini
  • olio EVO 2 cucchiai
  • acqua tiepida 175 ml
Istruzioni
  1. Amalgamare la farina con il lievito precedentemente sciolto in poca acqua.
  2. Unire lo zucchero, l' olio, il resto dell' acqua ed il sale.
  3. Coprire l' impasto e farlo lievitare per circa 30 minuti.
  4. Ricavare 6 palline dall' impasto e stendere 6 dischetti di pasta.
  5. Far lievitare per altri 10 minuti.
  6. Riscaldare una padella leggermente unta e quando è ben calda cuocere le pite per un paio di minuti per lato.

 

May 182012
 

Beyond The Sea, Bobby Darin


Lo scorso weekend ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto. Per la prima volta in vita mia ho pranzato su un trabocco!!!!!

Il trabocco è una struttura da pesca interamente in legno, che si protende a pochi metri dalla riva e resta sospesa in mezzo al mare..

Alle assi che sporgono dalla struttura principale del trabocco venivano agganciate delle ampie reti per la cattura (a vista!!!) dei pesci come vedete nella foto.


Caduti in disuso come macchine da pesca, i trabocchi sono stati recentemente portati “a nuovo”, valorizzati e adibiti a piccoli locali per la ristorazione.. anzi, per il ristoro..
Non c’ è cosa che non sia affascinante, dalla passeggiata lungo la passerella di legno che collega il trabocco alla riva, la sensazione di essere così in bilico, sospesi sull’ acqua, la piccola piattaforma di legno su cui sono apparecchiati una manciata di tavoli, il mare verde e blu che riempie gli occhi (e non solo), il profumo di sale, di pesce, d’ estate..



Come ha detto qualcuno, è stato un pranzo perfetto.. la compagnia, il cielo azzurro, il mare calmo, poche altre persone intorno, la gentilezza della signora Pina e di tutto “l’ entourage” che poi è la sua famiglia..
Al figlio Tommaso si deve la bontà del pesce, appena pescato, ad una delle loro cugine la dolcezza dei tipici bocconotti, al contadino della zona il profumo inebriante delle fragole appena colte.. un viaggio verso il Paradiso.. un viaggio breve però, a km 0…
Quando ho chiesto alla signora Pina quale fosse il segreto per preparare la zuppetta di seppie che ha conquistato tutti, lei mi ha sorriso e poi ha detto: “Eh, il pesce è appena pescato! Vedi? Poi io le preferisco grandi, chè secondo me sono più tenere..”
E mi ha mostrato il secchiello pieno di seppie vive che avevano appena tirato su dal mare..
Ok, mi ha conquistata.

E come se non fosse abbastanza dopo averci deliziato con otto antipasti diversi, insalata di seppie, zuppetta di seppie e pomodoro, cozze ripiene, sauté di cozze da togliere il fiato, piccole sogliole fritte, alici al peperoncino, alici fritte, un cestino di pane e pizza, spaghettoni gourmet con cozze e pomodorini locali, piccoli tagliolini al nero di seppia e sugo di pomodoro semplice fatto in casa, sogliole e passera di mare all’ acquapazza,… bè… mancavano solo le dolcissime fragole del contadino, i bocconotti della cugina e un liquore dal profumo inconfondibile di arance selvatiche. Che selvaticavano lì, naturalmente.. perchè non esiste neanche l’ idea di poter utilizzare ingredienti che non siano locali. Più che locali. Il mare sotto il trabocco, l’ orto vicino, quello è il loro frigo. La natura è la loro dispensa.


Provate a telefonare per prenotare un pranzo o una cena.. probabilmente vi richiameranno per confermare.. perchè non hanno “scorte” o cibi pronti. Cucinano quando c’ è da cucinare, quando c’ è gente desiderosa di essere sfamata, saziata di salute, di benessere..

Il pranzo di sabato scorso è stato un respiro, una parentesi surreale di una vita che i km ti costringe non solo a farli, ma a correrli, a cercare l’ impossibile, confondendo le idee (in molti casi già poco chiare) di chi la vita, che passa anche attraverso la buona tavola, deve ancora scoprirla..
Le esperienze come questa sono piccole lezioni di vita, che insegnano a non contare il tempo, a rispettare la natura, a goderne i suoi frutti.. a conoscere, a riconoscere i prodotti locali e a valorizzarli, per capire che poi la felicità si nasconde meno di quanto uno possa credere. Ci vogliono gli occhi per riconoscere le bellezze di cui siamo circondati, e le cose belle, come mi diceva sempre mia mamma, sono tutte intorno a te.


Dopo il pranzo, una piccola visita all’ Abbazia Di San Giovanni In Venere a Fossacesia di cui vedete la foto qui sopra, dove ho raccolto menta e mentuccia cresciuta spontaneamente tra i fiori.. eheh..
Naturalmente con le seppie dell’ Adriatico non potevo non riprovare la zuppetta di cui la signora Pina mi ha gentilmente regalato la ricetta… aveva ragione.. pochi ingredienti, freschi, e il cuore…

Trabocco Punta Cavalluccio
Contrada Piane Favaro, 267
66020 Rocca San Giovanni ( Chieti)
Tommaso Verì, Tel. 338 5980985
Giuseppina Paolucci, Tel. 333 3010800

Sito Web

DI TRABOCCHI E DI ALTRI PIACERI DELLA VITA...
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Ingredienti
  • seppie 2
  • pomodorini 10
  • carota 1
  • cipolla 1 piccola o ½ se è grande
  • aglio 1 spicchio grande
  • sale
  • olio EVO
  • prezzemolo
  • crostoni di pane bruscato
Istruzioni
  1. In un tegame riunire le seppie pulite e tagliate a pezzetti, i pomodorini spaccati a metà, il sale, un filo d' olio, la carota tritata finemente col coltello, l' aglio e la cipolla finemente sminuzzata.
  2. Coprire quasi a filo con l' acqua e porre sul fuoco a fiamma altissima.
  3. Appena l' acqua inizia a bollire abbassare la fiamma e lasciar cuocere finchè "con la forchetta non sentirai che la seppia è tenera. Te ne accorgi, no?" (la sig. ra Pina).
  4. Cospargere la zuppa di seppie con del prezzemolo tritato e dei crostoni di pane bruscato.