Loving People Through Food
Aug 242012
 

Corteo Storico E Processione E Festeggiamenti


Sono tornata a Roma, con tante foto, ricordi, emozioni, sapori, luce negli occhi ed una gran voglia di condividere con voi tutto quanto che non vedevo l’ ora di rimettermi seduta davanti al mio adorato pc per scrivere tutto quello che mi frullava nella testa.. salvo poi rendermi conto che proprio non avevo idea di dove cominciare a raccontare.
Dalla gastronomia? Dalle passeggiate e dalle gite fuoriporta? Da quanto è bello riabbracciare la nonna, sorriderle e vederla sorridere?
Eppure al mio ritorno ero ancora troppo euforica, elettrica direi, ancora supereccitata per la vittoria che ho deciso: comincio alla grande, comincio dal Palio (dal Palio di Piancastagnaio) che dopo ben 8 anni di digiuno la mia contrada (Voltaia) ha finalmente vinto!!!!!
I’ Palio da noi, è cosa seria..

“Le corse dei cavalli sono una manifestazione antica in cui spesso la bravura del cavaliere si dimostrava nella capacità di afferrare o portar via al volo un drappo, un panno, un pallium che finì per dare nome alla corsa stessa.
Nel medioevo furono per i signori feudali il divertimento per eccellenza e l’occasione per mostrare la propria ricchezza; nei liberi comuni – e Piancastagnaio fu tra questi – occasione di sfida tra contrade che nobilitavano nelle insegne, nei colori, nelle strategie delle corse dei cavalli rivalità talvolta più sanguigne. E tali manifestazioni hanno retto così bene all’usura del tempo, che ancora oggi sono presenti in molte nostre città medievali.

A Piancastagnaio sono documentate a partire dal secolo XVI.
In piena estate, finiti tutti i lavori agricoli, la gente poteva godere di un periodo di feste a cui soprintendevano tre Signori e un Depositario (economo) eletti dal Consiglio della Comunità di Piano che nel periodo dal 16 al 24 di agosto, San Bartolomeo patrono del paese, organizzavano, balli, una grande fiera fuori dalle mura e corse di cavalli in cui si vinceva un “paglio” di seta dipinto con immagini sacre. Nel 1637 uno dei signori della Festa di San Bartolomeo fu Francesco Nasini che in quegli anni affrescò il santuario della Madonna di San Pietro.
Per tutto il XVII secolo, nell’archivio comunale è documentata ogni anno la spesa per l’acquisto del palio detto a volte di San Bartolomeo, a volte della Madonna di San Pietro. A partire dal 1800 il patrocinio delle feste passò ai San Filippini, la confraternita di San Filippo Neri che organizzava un Palio “alla lunga” da fuori Piazza di Castello al Convento e un Palio “alla tonda” da fuori Piazza di Castello intorno alla Rocca. Agli inizi del 1900 il Palio si correva dal bivio del Convento alla Madonna di San Pietro, percorso abbandonato con la costruzione del campo sportivo negli anni trenta. Ma i cavalli che si disputavano il Palio non rappresentavano le contrade.


Solo nel 1952 padre Carlo Fratini ripristinò l’antica festa della Madonna di San Pietro (18 di Agosto) con la partecipazione degli antichi terzieri che ormai si chiamavano contrade: Castello, Borgo, Voltaia a cui si aggiunse Coro (l’antico Stretto).
Così cominciò il moderno Palio Pianese.
Dal 1979 si è dato un regolamento e una precisa organizzazione: il palio ordinario si corre il 18 di agosto prima del tramonto; il Comune commissiona un drappo di seta ad un artista di fiducia che vi deve rappresentare l’immagine della Madonna e gli stemmi delle contrade e lo espone nella sala consiliare il giorno 10 agosto; i rappresentanti delle contrade, nei costumi di dama-cavaliere, tamburini, sbandieratori, alabardieri, partecipano alla suggestiva processione del 17 sera, poi sfilano il 18 pomeriggio prima della corsa; spetta alle contrade procurarsi cavallo e fantino.
I fantini montano a pelo, i cavalli possono arrivare anche scossi e i vincitori, corrono a prendere il palio, poi festeggiano, cantano e lanciano sfottò alle altre contrade. Nel 2006 si è elaborato un nuovo regolamento con una diversa composizione del Magistrato, organismo che coordina le contrade e soprintende alla festa degli Statuti; tale manifestazione dà inizio, il giorno 16 di agosto, alla festa che si conclude con la corsa del Palio e ricorda un importante evento storico del paese: la creazione delle magistrature comunali e la codificazione di leggi e consuetudini e in un unico codice – gli Statuti – elaborati ad opera della Repubblica senese e dei magistrati pianesi.
Fu un avvenimento di grande modernità e di grande rilievo che si concluse con una festa di popolo; e a noi piace immaginare anche con una corsa di cavalli.”
(fonte: www.comune.piancastagnaio.siena.it)


Ma il Palio non è solo corsa di cavalli, è coreografia, abilità, preparazione, manifestazione religiosa con la sacra immagine preceduta dal corteo storico durante la processione che attraversa Piancastagnaio per giungere poi davanti al sagrato del Santuario della Madonna di San Pietro per il rito di chiusura.

Dal 2006 prima del Palio (12 Agosto) in occasione della festa degli Statuti, le quattro Contrade si sfidano in una gara di “Asta e Bacchetta” premiata in Piazza Castello (per chi venisse a Piano per la prima volta, è la Piazza dove si trova la Rocca aldobrandesca che è impossibile non notare), premio molto ambito dalle contrade considerato l’ impegno e lo studio di mesi e mesi necessari ai ragazzi per arrivare a sfidarsi a suon di coreografie eseguite dagli sbandieratori accompagnati da un paggio e dal suo rullo di tamburo.
L’ ordine di arrivo alla gara determinerà l’ ordine nella sfilata del corteo storico.
La giuria è composta di esperti del settore che quest’ anno ha ospitato alcuni sbandieratori e componenti del corteo storico di San Quirico d’ Orcia.


Fatevi trovare in Piazza dell’ Orologio la sera della premiazione, quando dal vicolo di ogni contrada vedrete arrivare i componenti del corteo storico, sentirete il rullo dei tamburi in lontananza, il fruscio dei bellissimi costumi di velluto, lo scintillio delle acconciature.. e poi potrete seguirli fin su in piazza Castello per la premiazione.
E’ uno spettacolo così emozionante, quasi commovente oserei dire, comincia ad esserci fermento…


Quasi dimenticavo di descrivervi i colori e i simboli delle quattro contrade..
Borgo (colori giallo-blu, lo stemma è un cavallo rampante)
Coro (colori rosso-nero, lo stemma è un’ aquila con le ali aperte)
Castello (colori rosso-verde, lo stemma è un castello a due torri)
Voltaia (colori bianco-nero, lo stemma è una quercia dentro ad un arco)


La competizione però, entra davvero nel vivo con “la provaccia”, una sorta di prova generale, il momento più atteso della giornata che precede il Palio, un po’ come quando si sente l’ odore della pioggia prima che cada.. e che quest’ anno ha visto aggiudicarsi il primo posto la contrada di Coro con Virginio Zedde sul cavallo Depende seguito da Silvano Mulas su Pippo per Voltaia, poi Borgo e Castello.


Per fortuna alle 21:00 si ha la possibilità di distendersi un po’ i nervi e godersi la sfilata della Processione con Corteo Storico, farsi rapire dai rulli dei tamburi, dai lunghi abiti in colori diversi per ogni contrada..
Poi, finalmente arriva il gran giorno.
Si comincia al mattino con l’ appuntamento presso il palazzo comunale per la firma dei fantini accompagnati dal capitano e dal priore di ogni contrada, si prosegue verso Piazza dell’ Orologio dove dalla balconata vengono presentati i fantini e le dirigenze di Contrada.
L’ appuntamento è alle 16:30 per ammirare alla luce del sole la sfilata del corteo storico che entra nello stadio comunale dove, prima dell’ entrata in campo dei cavalli, avviene la proclamazione del vincitore del Cupello, che in pianese vuol dire “piatto fondo”, cupo appunto.
Il premio è stato istituito nell 1997, ed è un vero e proprio piatto commissionato dal Comune ad un artista, quest’ anno Marco Corsini a quattro mani con Rita Rossella Ciani, presentato alla popolazione pianese il 10 agosto insieme al Palio.
Alle 19.00 ci siamo.
Si spalancano le pesanti porte di legno ed entrano i cavalli seguiti dai fantini, che arrivano proprio dal Palio di Siena e che nel caso di Silvano Mulas (per Voltaia) e Tittia (per Borgo) sono reduci dalla caduta nella curva di San Martino al palio dell’ Assunta.
Queste le accoppiate vincenti:
Per la contrada Coro: cavallo Depende montato a pelo da Virginio Zedde detto Lo Zedde.
Per la contrada Castello: cavallo Angeli per Walter Pusceddu detto Bighino.
Per la contrada Borgo: Giovanni Atzeni detto Tittia su Santiago.
Per la contrada Voltaia: Silvano Mulas detto Voglia (e ne avevamo tutti una gran voglia di vincere..) insieme al purosangue Pippo della scuderia mario Canu.


Un paio di false partenze e 4 mosse annullate fanno crescere l’ attesa, e già si fischia, si grida..
Un Palio col botto quest’ anno, perchè per la prima volta la mossa è stata dotata di scoppio del mortaretto al via e all’ ultimo giro.
Ma ci siamo. Il mossiere è Gennaro Milone. Abbassa il canape. Tutti gli spalti sono in delirio, non c’ è più nessuno seduto, tutti in piedi e protesi verso la pista ad incitare il fantino della propria contrada. Se mi sono risparmiata? Ovviamente no, non sono una signora io in certe occasioni…


Mulas parte benissimo, subito davanti, sembra un missile, e si tiene in testa fino alla fine, non lascia spazio agli avversari, gli spalti dello stadio comunale sembrano venir giù a forza di grida, di mani che si agitano, di cuori incontenibili che battono più forte ad ogni giro, Voltaia sbaraglia letteralmente la concorrenza, le tre contrade si alternano nella rincorsa di Silvano Mulas senza però riuscire mai a raggiungerlo.
Ci vuole cuore per vincere, ci vuole la testa, cu vuole coraggio.
E’ proprio il caso di dirlo, dopo 8 anni di digiuno, dopo 8 anni che Voltaia non vinceva un Palio di Piancastagnaio, Silvano Mulas ci ha “tolto la Voglia”, concedetemi il gioco di parole.
Lo scoppio del mortaretto segna la fine della gara, la vittoria dei “canapaioli”, dei bianconeri, di chi ci ha creduto sin dall’ inizio e fino alla fine, di chi ha sperato e si è fidato ed affidato, di chi ha riposto tutte le speranze nelle mani di Silvano e di Pippo.


I contradaioli hanno invaso la pista quasi prima che Mulas potesse rendersi conto di aver vinto, hanno “strappato” Voglia giù dal cavallo, lo hanno sollevato sulle spalle, hanno afferrato il drappello dipinto da Rita Rossella Ciani..e portato in segno di ringraziamento fino alla Chiesa della Madonna di San Pietro.
Tutto questo tra cori, sfottò rivolti alle contrade “nemiche”, salti, lacrime di gioia, di emozione, e se mi tremano le mani intanto che scrivo e ripenso a tutto questo, non posso farci nulla.


Così va il Palio, momento culminante della vita di contrada, di paese, che negli ultimi anni sta crescendo d’ importanza, momento corale a cui pianesi e non partecipano con sempre maggiore sentimento, e questo è senza dubbio motivo di orgoglio.
Tutto questo però è possibile solo grazie ad una grande organizzazione delle e tra amministrazione e magistrato delle contrade, alla cui direzione ci sono moltissimi giovani che portano avanti antiche tradizioni.

Aug 222012
 


Continua la mia settimana di purificazione.
Ho deciso che almeno per una settimana devo abbandonare la via del peccato e dedicarmi a cibi più sani e leggeri perchè la verità è che comincio ad invecchiare anche io e se fino a qualche anno fa mi mostravo spavalda oggi sono costretta ad ammettere che nonc’hopiùilfisico per gli stravizi.

In più credo di essere diventata intollerante al caldo, ai mesi estivi, al sole soprattutto che mi fa venire dei gran pruriti, praticamente a tutto quello che concerne i mesi estivi.

Naturalmente l’ unica cosa che si/mi salva è la gran varietà di frutta fresca, colorata, dolcissima che ispira non poco, le verdure e tutti i piatti pronti in due minuti, praticamente il tempo che si impiega a pensarli.

RISO NERO CON SPIEDINI DI GAMBERI E MANGO
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Tipo Ricetta: Riso
Autore:
Tempo Preparazione:
Tempo Cottura:
Tempo Totale:
Ingredienti
  • riso nero di Baraggia 200 gr
  • gamberi 8
  • mango1
  • lime
  • limone 1\2
  • sale
  • olio EVO
  • menta fresca
Istruzioni
  1. Preparare una vinaigrette con olio, sale, il succo di un lime e di 1\2 limone. Unire alla vinaigrette delle foglie di menta fresca pestate col mortaio.
  2. Lasciar riposare la vinaigrette.
  3. Nel frattempo sgusciare i gamberi.
  4. Sbucciare il mango e tagliarlo a dadini.
  5. Preparare degli spiedini alternando mango e gamberi.
  6. Cuocere gli spiedini alla griglia senza alcun condimento.
  7. Cuocere il riso e passarlo sotto l' acqua fredda.
  8. Condire il riso con la vinaigrette.
  9. Distribuire il riso in due ciotoline e su ognuna disporre 2-3 spiedini di gamberi.
  10. Decorare con foglioline di menta fresca e servire.
Aug 202012
 

Got My Mind Set On You, George Harrison


Sono tornata.. e proprio non vorrei essere qui..
Sono stati giorni intensi, giorni in cui ho scoperto che fare da “guida” in su e in giù, in lungo e in largo per la Toscana me l’ ha fatta vedere per la prima volta. Ogni volta. Seppur con gli stessi occhi di sempre.
Ma di questo e di molto altro non vedo l’ ora di parlarvi nei prossimi giorni, appena sarò riuscita a mettere un po’ d’ ordine tra le tante foto, i pensieri e le emozioni.

Ah, ecco, una per tutte: abbiamo vinto “i’ palio!!! Parlo del Palio di Piancastagnaio eh!
Bè, tornando a noi, sono tornata a Roma controvoglia e con la pancia piena, piena di cose buonissime mangiate in questi giorni, di cui ci sarà occasione di parlare nel dettaglio e di condividere nei prossimi post, ma con una gran voglia di fare una merenda fresca e leggera dopo il viaggio..
Le pesche grigliate con lo yogurt alla vaniglia sono state la risposta.
Buon lunedì!

PESCHE GRIGLIATE CON YOGURT ALLA VANIGLIA
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Tipo Ricetta: Merenda
Autore:
Ingredienti
  • pesche 4
  • yogurt greco 200 gr
  • essenza di vaniglia
  • sciroppo d' acero 2 cucchiai
  • zucchero di canna integrale
  • panna montata 2 cucchiai
  • pistacchi
Istruzioni
  1. Riscaldare una griglia oppure la brace.
  2. Spaccare le pesche a metà e estrarre il nocciolo.
  3. Passare le pesche (solo la parte tagliata, non la buccia) nello zucchero.
  4. Disporre le pesche sulla griglia con la parte "zuccherata" rivolta verso il basso.
  5. Amalgamare lo yogurt con l' essenza di vaniglia, lo sciroppo d' acero e la panna montata.
  6. Distribuire la crema di yogurt nelle coppette individuali, adagiare in ogni coppetta 1\2 pesca e decorare con pistacchi tritati.