Loving People Through Food
Feb 112012
 

Se qualcuno mi desse un foglio bianco e mi chiedesse di disegnare un paese io lo farei proprio come Piancastagnaio: le casette di pietra grigia e i tetti rossi, i camini fumanti di legna che brucia e riscalda, le foglie secche, i ricci e le bucce di castagne sparse nei vicoletti medioevali, le botteghe piene di delizie…

Piano è proprio il paese di una volta, che profuma di legna, di caldarroste e di funghi arrostiti, di pane appena sfornato, di neve, di miele, di vino… che ha mantenuto le tradizioni, l’amore per le cose semplici, per i sapori genuini e dove il tempo sembra essersi fermato.

Se non ci siete mai capitati, Piancastagnaio dovete immaginarvelo arroccato in posizione dominante sulla valle della Paglia, alle pendici del Monte Amiata, una pianura con bellissimi castagni, i più grandi del Monte Amiata grazie al suolo fertilissimo che si è creato in seguito alle eruzioni vulcaniche avvenute fino a 180 mila anni fa.
Ora, il terreno sarà anche stato fertile e adatto a favorire la crescita di meravigliosi castagni ma in parte per la rigidità del clima, l’altitudine, in parte per la poca fecondità del suolo, non ha permesso altri tipi di coltivazione, e la castagna è stata nel corso dei secoli l’unico elemento che ha garantito la sopravvivenza della gente del posto.
Il babbo, ma soprattutto i miei nonni, i miei bisnonni e le generazioni prima di loro possono dire di aver mangiato castagne a colazione, pranzo e cena…

Per questo motivo non stupisce pensare che con le castagne si possano preparare non solo dolci (castagnaccio, necci, marmellata di marroni, ecc..) ma veri e propri piatti principali.
La polenta di castagne è chiamata polenta dolce proprio perchè la castagna buona seccata, macinata e resa farina è così dolce e saporita che la si potrebbe mangiare a cucchiaiate dal sacchetto, ma non ha nulla a che vedere con il dessert.
La polenta dolce è dolce ma non è un dolce, è un primo piatto spesso servito con la ricotta fresca, o con le salsicce, oppure con le spuntature di maiale in umido o con il mazzafegato (nella versione più “ricca” ovviamente, la carne non era certo alla portata di tutti), piatto povero di cui i pianesi per anni hanno vissuto.
A me personalmente piace in tutti i modi, la preferisco addirittura alla polenta tradizionale preparata con la farina di mais, ma se non ve la sentite di fare un atto di fede (perchè se è la prima volta che la assaggiate, di questo si tratta!) potete provarla con la ricotta, due consistenze morbide per nulla aggressive, così eviterete contrasti netti di sapore dolce/piccante e di consistenza.
Mi piacciono i piatti che raccontano una storia, che sono poveri ma belli, che quando li mangi ti accorgi che in fondo potresti fare a meno di tante cose, che per sorridere ti bastano acqua, sale e farina…


LA POLENTA DI CASTAGNE, LA POLENTA DOLCE CHE NON E' UN DOLCE
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Tipo Ricetta: Polenta
Autore:
Ingredienti
  • farina di castagne 500 gr
  • acqua 2 lt
  • ricotta fresca a piacere
  • sale 1 cucchiaino
Istruzioni
  1. Riempire un paiolo di rame con l'acqua, aggiungere il sale e versare al centro in una sola volta tutta la farina di castagne.
  2. Senza rimestare porre il paiolo sul fuoco e far bollire per circa 30 minuti senza mai girare la polenta.
  3. Passata la mezz'ora scolare l'acqua in eccesso in un altro contenitore conservandola per dopo.
  4. Ora, mia nonna racconta che seduta su una sediolina bassa teneva ben fermo il paiolo con le gambe e rimestava con forza la polenta con un cucchiaio di legno un pò più grande degli altri per evitare che si formassero grumi.
  5. Sicuramente è un'operazione faticosa, che richiede una buona dose di forza e altrettanta tenacia.
  6. A poco a poco se necessario aggiungere l'acqua tenuta da parte fino a che la polenta raggiungerà la consistenza desiderata.
  7. Versare la polenta sulla spianatoia di legno e tagliarla a fette.
  8. Servire con la ricotta fresca, le salsicce arrostite, mazzafegato oppure le spuntature di maiale in umido.

 

Feb 102012
 

Pane e sale, Zucchero

Chiudete la porta, spegnete il telefono, rimandate ogni impegno, ogni cosa che vi sembra di dover fare subito subitissimo.
Non c’è fretta, non c’è tempo, solo calma, lentezza, voglia di godere di ogni piccolo gesto per le prossime ore.
Se vi sembra impossibile, se credete assurdo non attaccare ora la lavatrice, non lavare ora i piatti, non potervi prendere neanche un minuto per voi perchè il tempo è troppo poco e ci sono mille cose da fare e minuti da perdere non ne avete proprio allora non avete mai provato a fare il pane in casa, vero?
Viviamo in un mondo in cui si va sempre di corsa, e noi corriamo corriamo lamentandoci di questo ma senza la vera intenzione di rallentare, perdendo così il gusto di assaporare le cose semplici, essenziali, alla base dell’esistenza stessa.
Fare il pane è un’esperienza meravigliosa, lavorare con le proprie mani ingredienti semplici che esistono da sempre come l’acqua, la farina, il sale e il lievito naturalmente, aspettare senza fretta che la pasta cresca lentamente come per magia, contemplare soddisfatti il miracolo che si compie nel forno.
Sentire la crosta croccante che cede sotto le vostre dita quando spezzate il pane e poi la mollica morbida e profumata vi ripaga di ogni sforzo fatto, di ogni attesa.
Il pane di oggi però è stato fatto con l’aiuto di una pasta acida essiccata che ho acquistato qualche giorno fa al Naturasì più per la curiosità che per altri motivi ed essendo la prima volta che la utilizzavo ho preferito attenermi alle indicazioni sul retro della bustina con qualche piccola variante :O) .

IL PANE INTEGRALE ALLE CIPOLLE
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Tipo Ricetta: Lieviti
Autore:
Ingredienti
  • farina integrale 500 gr
  • estratto di pasta acida 15 gr
  • lievito di birra 10 gr
  • sale integrale 1 cucchiaino
  • acqua tiepida 400 ml
  • cipolla 1
  • olio EVO
Istruzioni
  1. Sbucciare ed affettare la cipolla sottilmente, poi farla appassire in un tegame con poco olio.
  2. Aggiustare di sale la cipolla stufata e togliere il coperchio così da permettere alla cipolla di asciugarsi un po'.
  3. Mescolare bene la farina con l'estratto di pasta acida ed il lievito di birra sbriciolato.
  4. Versare l'acqua tiepida solo un po' alla volta poichè la farina potrebbe richiederne anche meno di 400 gr.
  5. Aggiungere all'impasto un cucchiaino di sale e le cipolle.
  6. Lasciar lievitare la pasta in un contenitore spolverato di farina e coperta da un foglio di pellicola per alimenti ed un panno.
  7. Trascorse 2 ore lavorare ancora l'impasto e poi trasferirlo nello stampo che avete scelto per la cottura ben oleato.
  8. Mettere nel forno una vaschetta piena d'acqua per umidificare.
  9. Infornare il pane nel forno NON PRERISCALDATO a 190° per circa 80 minuti.

 

Feb 092012
 

The Homes of Donegal, Paul Brady

Proprio l’altra sera parlando di Dublino con la mia amica Nora, mi è tornato in mente il mio viaggio in Irlanda…
Ricordo la pioggia e poi subito il sole, le passeggiate per i sentieri di montagna, le cascate, la sensazione della Guinness sulle labbra, così diversa da quella che avevo bevuto fino a quel momento.. (…)Ma la prima sorsata! Comincia ben prima di averla inghiottita! Già sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi lentamente sul palato beatitudine velata di amarezza. (…) la sensazione ingannevole di un piacere che sboccia all’infinito… (“La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita”, Philippe Delerme 1998″).
Ma la vera scoperta di quel viaggio in Irlanda oltre alla birra, furono le fish pie e gli stufati tradizionali così tornata a casa mi sono ricordata di un libro che avevo acquistato a Dublino pieno di ricette autentiche e gustose da cui ho tratto il Beef & Guinness Stew (Irish Food & Folklore, Clare Connery)

  INGREDIENTI:
farina 50 gr.
manzo tagliato a cubetti (circa 2,5 cm) 1 kg
olio EVO
cipolla 1
carota 1
Guinness 300 ml
alloro 1 foglia
prugne secche 125 gr
acqua 750 ml
sale
pepe
prezzemolo 2 cucchiai

Pelare la cipolla e la carota ed affettarle sottilmente.
Far rinvenire le prugne secche in acqua tiepida.
Mescolare insieme farina, sale e pepe ed infarinare i cubetti di manzo.
Scaldare l’olio in un tegame capiente ed unire la carne, cuocendo finchè sarà ben rosolata su ogni lato.
A questo punto unire la cipolla e proseguire la cottura ancora per qualche minuto.
Aggiungere la carota, la Guinness, l’ acqua, la foglia d’alloro e coprire il tegame con un coperchio.
Lasciar cuocere la carne per circa 1 ora e mezza / 2 ore, finchè sarà tenera.
Quando manca mezz’ora al termine della cottura aggiungere le prugne, rimuovere la foglia d’alloro ed aggiustare di sale e pepe.
Servire con una spolverata di prezzemolo finemente tritato.

 

Dalla foto si vede chiaramente che io il prezzemolo non ce l’ho messo, semplicemente perchè non ce l’avevo fresco, ma il risultato è stato ugualmente strepitoso!