Loving People Through Food
Mar 212012
 

Dancing Cheek to Cheek, Top Hat


A mia nonna Anna, è capitato un paio di volte di essere derubata mentre era al mercato.. magari piena di buste com’ era, che neanche la dea Kali con quattro braccia sarebbe riuscita a restare in equilibrio, avrebbe preferito che se proprio di qualcosa doveva essere alleggerita che almeno fosse di 1 kg di mele, perchè proprio del portafogli? …
Io invece, sabato al mercato avevo solo la bustina di carta con un po’ di pane.. e quando mi hanno “rapinata” i soldi dal portafogli li ho presi io stessa, ed ho pure cercato gli spicci.. eh, non ci aveva il resto! Certo.. e che da Bulgari ce le hanno le monete da 1 euro? Semmai ti danno il resto con i pezzi da 500. Euro.
La mia unica colpa è stata quella di avvicinarmi ad un paio di gambi di rabarbaro, sapendo esattamente quale fosse il prezzo..

Eppure con lo scontrino in mano mi sono chiesta se quello che mi stava di fronte pensasse che volessi giocare a “dolcetto o scherzetto?” e che avesse capito che avevo optato per lo scherzetto..
Beh, 18 euro al kg per del rabarbaro non è uno scherzo. E’ un furto, e quantèvvero io il modo di piantarlo sul terrazzo prima o poi lo trovo..

Sono tornata a casa mesta mesta, cercando di camuffare quel coso rosso in tutti i modi, neanche lo avessi rubato, per vergogna che qualcuno potesse accorgersi che con la fame che c’ è nel mondo c’ è pure una stupidona che spende 18 euro al kg per qualcosa che oltralpe costa 3-4 euro………
Vabbè, ma dato che a noi di rabarbaro ce ne basta un pezzetto, dato che non sono una che si piange addosso e preferisco le soluzioni ai problemi, ho cercato di impiegare al meglio il mio gioiello e ne è venuto fuori questo risottino delicato, primaverile, fresco.. perchè chi l’ ha detto che il rabarbaro si usa per lo più nelle preparazioni dolci?
Le cose buone vanno scoperte, col coraggio di osare un po’..

RISOTTO AL RABARBARO, ASPARAGI E PEPE ROSA
Print
Tipo Ricetta: Risotto
Autore:
Ingredienti
  • riso baldo 100 gr
  • rabarbaro 1\3 di costa
  • punte di asparagi 1 mazzetto
  • asparagina
  • pepe rosa 1 cucchiaino
  • brodo vegetale
  • vino bianco
  • burro 1 noce
  • robiola 100 gr
  • scalogno 1\2
  • sale
Istruzioni
  1. Tagliare le punte degli asparagi selvatici e cuocerle a vapore per un paio di minuti.
  2. L' asparagina è l' erbetta tra la quale spunta l' asparago selvatico, lungo e fino, le cui punte non impiegheranno molto a cuocersi ed il rischio è piuttosto che si disfino.
  3. Tritare finemente lo scalogno e farlo appassire in un tegame insieme ad un noce di burro.
  4. Far tostare il riso insieme allo scalogno.
  5. Quando il riso sarà tostato, sfumarlo con il vino bianco.
  6. Nel frattempo pulire il rabarbaro: la pellicina rossa esterna si toglie facilmente, basta tirarla, e soprattutto vanno eliminate le foglie perchè sono tossiche!
  7. Saltare velocemente il rabarbaro a pezzettini con un filo d' olio ed un pezzetto di scalogno avanzato.
  8. Cuocere il risotto con l' aggiunta di brodo vegetale.
  9. A 5 minuti dalla fine della cottura, unire il rabarbaro e l' asparagina e dopo un paio di minuti le punte di asparagi e il pepe rosa.
  10. Spegnere il fuoco, mantecare con la robiola e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest di Risate e Risotti:

Mar 202012
 

Moon River, Louis Armstrong


Sapete che giorno è oggi?
Vabbè, fate gli spiritosi solo perchè non immaginate quante volte io scriva la data del mio compleanno su documenti ufficiali……
Comunque… oggi è il Macaron Day a New York, il Jour Du Macaron a Parigi, una buona scusa per mangiare i macaron qui!
Nel 2010, François Payard, chef e proprietario di Chocolate Bar François e François Payard Bakery di New York, hanno organizzato il primo Macaron Day a New York, che si ispira e coincide con il Jour du Macaron a Parigi, creato dalla Maison Pierre Hermé in collaborazione con Relais Desserts.

E potevamo noi rinunciare a dare il nostro contributo quest’ oggi?! Ennònnònnò.
Macaron sia dunque!
Un macaron aromatizzato al tè matcha, che gli conferisce anche questo delicato colore verdino, farcito con una crema alla vaniglia.. delicato, primaverile, femminile..

Fare i macarons non è facile… solo pochi testimoni hanno visto le teglie di meringa appiccicosa, bruciata, completamente cruda, volare dal forno alla pattumiera, la sottoscritta sporca di cioccolata dalla testa ai piedi, pile di fruste, bol, palette, sac à poche intasare il lavabo, libri su libri su libri con post-it su post-it su post-it, numeri, formule, divisioni che sembravano gli appunti di una conversazione con John Nash.. ed è chiaro che ora sono costretta ad ucciderli. I testimoni.
Così posso mangiare io tutti i macarons :O) perchè l’ importante è non arrendersi ma provare provare provare…

MACARON DAY!
Print
Tipo Ricetta: Dolci
Autore:
Ingredienti
  • PER I MACARONS
  • albumi 100 gr
  • zucchero semolato 25 gr
  • farina di mandorle 125 gr
  • zucchero a velo 225 gr
  • tè matcha in polvere 1 cucchiaino
  • sale
  • PER LA CREMA AL CIOCCOLATO BIANCO
  • panna fresca da montare 300 ml
  • cioccolato bianco 500 gr
  • vaniglia
Istruzioni
  1. Per prima cosa preparare la crema, che dovrà riposare in frigo per un intero giorno.
  2. Scaldare la panna con i semini estratti dal baccello di vaniglia.
  3. Spezzettare il cioccolato bianco.
  4. Versare la panna calda sul cioccolato bianco e mescolare finchè il cioccolato si sarà sciolto.
  5. Riporre la crema in frigo per un giorno.
  6. Riscaldare il forno a 150°-160°.
  7. Montare gli albumi con un pizzico di sale, e appena "schiumano" unire lo zucchero semolato ed il tè.
  8. Mescolare insieme la farina di mandorle e lo zucchero a velo.
  9. Incorporare il composto di farina di mandorle e zucchero agli albumi.
  10. Non smontare gli albumi lavorando troppo il composto con la spatola.
  11. Versare l' impasto in un sac à poche e formare dei piccoli "bottoni" (circa 5 cm di diametro) su una teglia rivestita di cartaforno.
  12. Lasciar riposare i macarons per circa 30 minuti, poi infornare per circa 13 minuti.
  13. Quando i macarons saranno freddi, farcirli con un cucchiaino di crema ed accoppiare i macaron due a due.

 

Mar 192012
 

Daddy, Bobby Troup Trio & Virginia Maxey


A noi in famiglia piace distinguerci, andare un po’ controcorrente, ecco.
La festa del papà la festeggiamo coi bignè e con.. il rotolo dolce!
Il “rotolo” è uno dei dolci preferiti dal mio babbo, una soffice pasta biscuit farcita di Nutella (Home Made, mi raccomando :O) ) e bagnata con l’ Alchermes.
Una cosa semplice, anche se nella sua semplicità non è affatto facile da realizzare.. bisogna fare attenzione a non spezzare la pasta, a non bagnarla troppo con il liquore, ad arrotolarla bene.. ma cosa non si fa per una fetta di torta? per la festa del papà?

Le rare volte che non si riusciva a preparare il rotolo in casa, andavamo a comprarlo al forno in Castello.. sulla destra c’ è un frigorifero con l’ anta trasparente, e lì in bella mostra tra le altre bontà fanno capolino rotoli rosa (merito dell’ Alchermes) e al cioccolato.. il profumo di vaniglia e burro e zucchero è inebriante.. per una vita sono andata a comprare il latte al forno solo per avere la scusa per poter entrare, annusare, mangiare con gli occhi, sognare..
Castello? Ecchiè? Ecchessaràmmai?
Piccola curiosità: Piancastagnaio è “divisa” in quattro contrade:
Voltaia, i suoi colori sono bianco e nero, lo stemma una quercia dentro ad un arco di pietra; Castello, di verde e di rosso, lo stemma un castello a due torri; Borgo, giallo e azzurro, il suo stemma è un cavallo rampante; infine Coro, i colori sono il rosso e il nero, e il suo stemma è un’ aquila con le ali aperte.
I pianesi, sta storia delle contrade la prendono dannatamente sul serio (la mia famiglia compresa, eh!).. tant’ è che durante il Palio di Agosto la rivalità bonaria (sieeeee come no!) raggiunge il culmine. Ma questa è un’ altra storia, ne parleremo poi.
(…)
“Ogni Contrada si scelse i propri emblemi e i colori a cui la tradizione ha sempre attribuito significativi simbolismi.
Agli antichi tornei, che nel primo medioevo si disputavano dentro i castelli, riservati al divertimento soltanto dei feudatari, con l’avvento dei Comuni che portarono il popolo al governo della cosa pubblica, succedettero le gare e le contese organizzate dalle Contrade o dalle Corporazioni d’Arti e Mestieri per rendere più liete e attraenti le feste religiose. In queste contese che ancora oggi reggono all’usura del tempo, le Contrade sfoggiano le loro insegne e i loro colori nelle passeggiate storiche ed esprimono il loro tripudio di festa e di allegrezza che esplode in un grido di vittoria al termine della gara.
Nel nostro paese, ad onor del vero, la rivalità tra le Contrade si riscontrava soltanto nella Festa del Maggio. Ce lo riferisce sempre lo storico G. A. Pecci nel suo manoscritto.
I giovani Pianesi dal Pigelleto portavano a spalla il più bell’abete del bosco e lo issavano all’inizio del mese di Maggio in mezzo alla Piazza. Si formavano due Compagnie, quella del Fiore rappresentata dalla Contrada del Borgo e quella del Verde rappresentata dalle Contrade di Voltaia e di Castello. Si verificava una gara di fiori, di verde, di festoni e di ghirlande per adornare le strade, i palazzi, le piazze di tutto il paese. Sotto l’albero detto “Maggio”, i giovani si esibivano in contese poetiche di argomento amoroso, ma anche sociale che spesso terminavano in vicendevoli “frecciate” sollevando vivaci animosità contradaiole. Guai se qualcuno di una Compagnia avesse guastato l’infiorata dell’altra; sarebbe stata guerra aperta. Il tutto terminava con canti e danze intorno all’albero del Maggio simbolo della libertà. Di questa rivalità contradaiola pianese, era rimasta qualche traccia fino all’inizio del 1900. I nostri vecchi ricordano le sassaiole, chiassose quanto innocue, che si facevano alla Porticciola tra ragazzi della Contrada di Borgo e di Voltaia, e quelle per la Via del Giardino tra i ragazzi della Contrada di Borgo e la Contrada di Castello.”
(fonte: Pro Loco Piancastagnaio)
Il babbo poi, oltre a non essere di natura molto golosa, è anche una persona che conosce a memoria il codice della sana alimentazione, si si, quello che comincia con: frutta, verdura, acqua, ecc ecc.. per questo quei dolci per i quali mostra evidenti segni di apprezzamento, diventano speciali, lo strumento per compiacere il babbo almeno un po’, perchè nonostante i conflitti, le discussioni, le porte sbattute e i tunonmicapisci, sotto sotto non desideriamo altro..

IL ROTOLO DOLCE
Print
Tipo Ricetta: Dolci
Autore:
Ingredienti
  • uova 3
  • zucchero 150 gr
  • farina 100 gr
  • lievito vanigliato 1|2 bustina
  • latte 50-70 gr circa
  • fecola di patate 50 gr
  • Alchermes
  • Nutella
  • sale
Istruzioni
  1. Riscaldare il forno a 180°.
  2. Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale.
  3. Battere bene i tuorli con lo zucchero.
  4. Incorporare la fecola e la farina mescolate con il lievito.
  5. Aggiungere il latte necessario, la cui quantità può variare ma che deve servire a rendere l' impasto un po' più morbido.
  6. Unire gli albumi montati a neve delicatamente in modo da non smontarli.
  7. Versare l' impasto in una teglia 40x40 rivestita di carta forno ed infornare per circa 15 minuti.
  8. Bagnare un panno di cotone e strizzarlo bene.
  9. Capovolgere il dolce sul panno inumidito e rimuovere delicatamente la carta forno.
  10. Spruzzare la superficie della pasta biscuit con l' Alchermes.
  11. Spalmare un sottile strato di Nutella sul dolce e con l' aiuto del panno arrotolarlo delicatamente, senza spezzare la pasta.
  12. Avvolgere il dolce nella pellicola, stretto stretto, e porlo in frigo per qualche ora.
  13. Cospargere il rotolo di zucchero a velo.