Loving People Through Food
May 142012
 

 Blue Moon, Glenn Miller


Mia mamma è una che in famiglia si è sempre distinta per quella manciata di ricette che ad ogni pranzo/cena importante ti ripropone con fierezza..
Del resto, nessuno l’ ha mai contrariata e questo l’ ha convinta a cavalcare con sempre maggiore entusiasmo i suoi cavalli di battaglia.

Quella di oggi è un patè superfacile che facevamo insieme, che piace a tutti e di cui tutti chiedono la ricetta a fine cena.
Il patè di olive l’ altra sera l’ ho messo sulla focaccia con i pomodorini, ma è gustosissimo anche su semplici crostini insieme al labneh per uno spuntino veloce come ho fatto io o sulla pizza, o sulle verdure grigliate o con un’ insalata di finocchi (quando è periodo, ovvio..).
Preparate il patè, assaggiatelo e fatevi ispirare dalle sue potenzialità e mille usi!!!

PATE' DI OLIVE DI MAMMA
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Ingredienti
  • olive greche kalamata 300 gr
  • tonno al naturale 80 gr
  • aglio 1-2 spicchi
  • capperi sottosale 2 cucchiaini
  • olio EVO
  • limone poche gocce
  • pasta d' acciughe
Istruzioni
  1. Denocciolare le olive.
  2. Porre tutti gli ingredienti nel mixer e tritare il tutto.
  3. Aggiungere l' olio a filo man mano che il mixer trita tutti gli ingredienti.
  4. Assaggiare il patè ed aggiungere poche gocce di limone.

 

May 132012
 

 Per Una Lira, Giuliano Palma And The Bluebeaters


Mele e fritto.. mele fritte.. frittelle di mele.. ecco a me a sentir parlare di queste cose è sempre venuto in mente un racconto di mia nonna..
Mia nonna toscana da che ho memoria ha sempre concluso il pasto con una mela, probabilmente perchè le piaceva, poi perchè era diventato una sorta di rito, ad ogni pasto, perchè la frutta fa bene, e le mele, lo sanno tutti…
C’ è anche da dire che la nonna è sempre stata una persona misurata, parca anche nel mangiare, a tavola c’ era sempre un menù molto equilibrato..

Successe poi che la seconda delle sue figlie si sposò e la nonna venne a Roma a festeggiare il Natale insieme alla nuova famiglia … una famiglia in cui la mamma di mio zio era una romana vera, con le radici ben piantate nell’ Urbe e nella tradizione culinaria romana..
Così la nonna fu colta un po’ alla sprovvista quando la sera della Viglia di Natale si vide portare in tavola un misto di fritti a dir poco abbondante, verdura, pesce, funghi ed ogni altra cosa la vostra mente riesca ad immaginare nella versione “fritta a festa”..
La nonna non vedeva l’ ora di arrivare alla frutta per poter respirare un po’, per prendere fiato e trovare il coraggio di dire che no, proprio non ce la faceva, suo malgrado avrebbe rinunciato alla fetta di panettone.. magari più tardi, col brindisi…
E dopo il fritto che era solo l’ antipasto arrivò il primo, il secondo e…
E finalmente arrivò la frutta.
Delle mele, per la gioia della nonna.
Fritte.
……………………………

L’ acquavite è una bevanda molto nota in Istria, tant’ è che:”La maggior parte dei produttori di grappa secondo il metodo tradizionale, si trovano nell’Istria settentrionale e centrale. Potrete degustare i loro prodotti ogni anno alla fiera delle grappe caserecce che si tiene nella più piccola città del mondo, Colmo. Molto spesso queste grappe si producono dalle vinacce alle quali vengono aggiunte frequentemente delle piante aromatiche e medicinali o vari tipi di frutta. I tipi più rinomati di grappa sono la cosiddetta ‘ruda’ e la ‘biska’, ma esistono numerose varianti: al miele, all’iperico, alle amarene, alla menta, con noci..” (Fonte: www.istra.hr).
Le frittelle dolci mi ricordano tanto quelle che preparava mia nonna, quella romana stavolta, con il riso, le ciambelle o i tipici bomboloni, con la crema, ricoperti di zucchero, che goduria.. il suo Tapperwere bianco era inconfondibile, ogni volta che lo vedevo spuntare dalla sua borsa sapevo che dentro c’ era qualche delizia, ma anche che avrei dovuto aspettare l’ ora della merenda!
Già che ero ispirata dai ricordi d’ infanzia ci ho messo anche le mele e l’ uvetta, altra merenda tipica della mia infanzia felice, ed il miele (vabbè, sottoforma di acquavite.. ma siamo cresciuti, e poi si parla di Istria, no?!) ingrediente che come vi dicevo qualche tempo fa, fa parte della mia vita, non solo della mia cucina :O).

FRITOLE CON CUORE DI MELA, UVETTA E CANNELLA <br> ALL' ACQUAVITE
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Tipo Ricetta: Dolce
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Ingredienti
  • farina manitoba 250 gr
  • zucchero 2 cucchiai
  • zucchero di canna 1 cucchiaio abbondante
  • lievito di birra 12 gr
  • burro 30 gr
  • latte 200 gr
  • uovo 1
  • scorza di limone
  • olio di semi 1 solo seme
  • mele 2 piccoline
  • uvetta 3 cucchiai
  • acquavite al miele e propoli (rakija)
  • cannella
  • zucchero a velo
Istruzioni
  1. Intiepidire il latte.
  2. Sciogliere il lievito nel latte tiepido insieme ad un cucchiaio di zucchero.
  3. Amalgamare la farina con la scorza grattugiata del limone, il latte ed impastare bene.
  4. Coprire il recipiente con un foglio di pellicola e lasciar lievitare il composto per un paio d' ore.
  5. Battere l' uovo con il cucchiaio di zucchero rimasto.
  6. Sciogliere il burro ed unirlo all' uovo battuto.
  7. Unire il composto alla pasta lievitata.
  8. Far lievitare nuovamente per un paio d' ore.
  9. Nel frattempo sbucciare le mele e tagliarle a pezzetini molto piccoli.
  10. Riunire le mele con l' uvetta in un recipiente e bagnarle con l' acquavite.
  11. Lasciar riposare per un' oretta abbondante.
  12. Passato questo tempo, in un padellino far appassire le mele con l' uvetta, la cannella ridotta in polvere ed un cucchiaio abbondante di zucchero di canna finchè si saranno disfatte.
  13. Lasciar intiepidire il composto.
  14. Stendere la pasta su un ripiano infarinato, e ritagliare dei dischetti con un coppapasta.
  15. Farcire ogni dischetto con un cucchiaino di mele e chiudere bene, pizzicando con le dita fino a dare la forma di palline.
  16. Scaldare l' olio di semi e quando è caldo tuffare un paio di fritole alla volta.
  17. Quando sono ben dorate, scolare le fritole su carta assorbente e cospargerle con abbondante zucchero a velo.

Con questa ricetta (la terzaaaa) partecipo al contest di Claudia di Verdecardamomo e Ambra de Il Gatto Ghiotto:

 

May 122012
 

 I Want To See A Little More Of What I Saw In Arkansas, Fletcher Henderson


Cos’ è il Labneh??? Ma questa cosa qui!!!!
Non riuscite ad immaginarvelo? Bè.. tanto per non fare nomi… l’ avete mai comprato al supermercato quel formaggio cremoso, spalmabile, che per farci la pubblicità erano andati a togliere dalla bocca la ciotola di riso e tè verde ad una certa ragazza con gli occhi a mandorla di nome Kaori che per mesi non ha fatto altro che mangiare grissini croccanti e formaggio bianco???
Ma voi il Philadelphia, lo comprate mai al supermercato?!?!?!?! Oooooooh, ecco.

Questa è una ricetta tanto facile quanto veloce per riprodurre il noto latticino a casa vostra.
Ingredienti: yogurt e sale. E la magia dell’ osmosi… appena salato lo yogurt noterete infatto che il siero gocciolerà via, goccia dopo goccia.. ma ci vogliono 24 ore!!!

Ecco, allora io l’ altra sera mi sono messa a fare il mio bel fagottino di yogurt appeso al mattarello e sono andata a letto… però non prendevo sonno, mi giravo e mi rigiravo inquieta.. e mi chiedevo come mai se il sale per osmosi fa perdere i liquidi allo yogurt, non accada lo stesso con le mie gambe quando l’ estate faccio il bagno al mare, nell’ acqua salata.. certo, non sto a mollo 24 ore.. ma un’ oretta si… non mi dovrei “asciugare” pure io? Cioè, non sarebbe bellissimo? Magari il primo giorno divento come una crema spalmabile, ma dal secondo, mi secco come un labneh..

Forse il problema è che io non mi appendo al mattarello….. già…. quest’ estate, magari, proverò. LETTINO E OMBRELLONE? NO NO, PER ME UN MATTARELLO E UN PO’ DI GARZE, GRAZIE!

LABNEH
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Ingredienti
  • yogurt 1 lt
  • sale 2 cucchiaini
Istruzioni
  1. Amalgamare lo yogurt con il sale.
  2. Prendere un panno che non è stato lavato con il sapone, oppure sovrapporre più strati di garze.
  3. Disporre lo yogurt sul panno o sulle garze, chiudere a mo' di sacchetto e legare ad un mestolo o ad un mattarello, l' importante è che come nella foto il fagottino di yogurt non tocchi il fondo della bol dove è stato messo a scolare.
  4. L' effetto del sale sullo yogurt è immediato: il siero inizierà a separarsi dal resto e colerà goccia dopo goccia sul fondo della bol.
  5. Lasciar riposare in frigo per una notte.
  6. Al mattino la consistenza sarà pari a quella di un Philadelphia.
  7. In alternativa, si può lasciare lo yogurt a scolare per la metà del tempo ed ottenere così una crema spalmabile.