Loving People Through Food
Sep 292012
 

Minor Swing, Chocolat

Io rivoglio indietro l’ autunno, un bel po’ di frescolino, rivoglio i miei mocassini con la para, i giubbini di velluto, la sciarpa a righe marrone e bordeaux, e sì, ora ve la dico tutta, io vorrei pure un po’ di pioggia, che a me passeggiare con gli stivali di gomma e l’ obrellino trasparente mi garba un monte. Toh.

Così appena s’ è presentata la necessità di infilarsi il golf al mattino per uscire di casa, io l’ ho colta al volo. Colta talmente bene quest’ occasione che il golf  sono tre settimane che non lo tolgo. Neanche di giorno.

E’ che io da sempre ho quest’ assurda convinzione che le cose quando uno le desidera tanto prima o poi accadono, che bisogna crederci fermamente, che se tratti una persona per quella che è rimane quella che è, se invece lo fai per come potrebbe essere magari prima o poi diventerà quello che potrebbe essere.

Ok, d’ accordo, lo ammetto, è complicato detto così..

Siccome io sono una che prende fuoco facilmente, altrettanto facilmente mi spengo, così al primo caldo di Giugno scodinzolo allegra che l’ estate sta arrivando, per poi cominciare a sbuffare e mettere su il muso il 16 d’ Agosto.

Io passata la settimana di Ferragosto metto su i CD di Natale, anche se ci ho ancora le finestre aperte e so che la gente potrebbe sentirmi, sfoglio le riviste di moda solo per vedere paesaggi autunnali, cappotti marroni, maglie color senape, stivali, maglioni a collo alto, metto su il tè (caldo) per la merenda e progetto biscottini e torte da infornare, sbircio con ansia i banchini al mercato per vedere traccia delle prime verdure da zuppa, col risultato che non solo sento più caldo di quello che realmente fa, ma sono anche di continuo malumore perchè quello che deisdero tanto ancora non c’ è.

Non ho mai nascosto di non amare troppo l’ estate negli ultimi anni, sto bene giusto a Giugno e ad Agosto, poi per me, potrebbe chiudersi lì, presa la vitamina D, risistemate un po’ le ossa e l’ umore m’ accontento. Che poi, più che l’ estate in sè per sè considerata io tutto l’ inverno aspetto più i luoghi che per me fanno rima con estate da una vita, di riabbracciare le persone che non vedo da mesi, passare le serate ad imbandire tavole all’ aperto per cene semplici, di pochi ingredienti, di tante portate e così uniche, sedermi sulla spiaggia non per prendere il sole ma per guardare il mare, sentire il vento sulla pelle, il sapore del sale sulla faccia, immaginare come sarebbe se i problemi fossero come le onde, che arrivano e poi se li riporta via.. Ecco, se fosse solo pe questo allora sì, vorrei che l’ estate non finisse mai, ma dato che l’ estate intesa così non è una stagione, ma uno stato d’ animo, allora non ha molto senso..

Così l’ altro pomeriggio complici due goccioline di pioggia, (ma poteva benissimo essere la signora del piano di sopra che dava l’ acqua alle piante..) e la prima tappa del cambio stagione (sì, detta così sembra il Giro D’ Italia, ma credetemi, mia mamma può testimoniare..) in cui almeno tiro via dall’ armadio gli indumenti bianchi, le canottiere e i top, complice l’ aver accidentalmente accarezzato i miei cappottini di lana mi sono precipitata in cucina e ho preparato i brownies. Io amo i brownies alla follia, sì, lo so, sono ipercalorici, cioccolatosissimi, con una quantità di zuccheri che io dovrei voltar paina solo a vederli in foto su qualche libro, eppure di qualche cosa bisognerà pur morire no???

Io ci ho messo dentro anche un po’ di liquirizia in polvere, e trovo che l’ abbinamento sia a dir poco straordinario!

La liquirizia non si sente al primo morso bensì all’ ultimo, insomma, è tutta nel retrogusto!

Sorvoliamo sul fatto che sono stata redarguita dopo poche ore per aver mangiato 6 quadrotti tutti a sola.. per un attimo mi sono sentita Nigella, nella coda di una delle sue puntate in cui va verso il frigo e all’ una di notte riesce ad inghiottire un piatto di noodles, mezzo pollo, 4/4 di torta…. vergogna…..

LIQUORICE BROWNIES
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Tipo Ricetta: Dolci
Autore:
Tempo Preparazione:
Tempo Cottura:
Tempo Totale:
Servire: 9
Ingredienti
  • burro 90 gr
  • farina 60 gr
  • uova 2
  • cioccolato fondente al 70% 250 gr
  • zucchero muscovado 170 gr
  • liquirizia in polvere 2 cucchiai rasi
  • sale
Istruzioni
  1. preriscaldare il forno a 180°.
  2. A bagnomaria sciogliere il cioccolato con il burro e metà dello zucchero.
  3. Quando il composto sarà sciolto, spegnere il fuoco ed incorporare le uova una alla volta, e solo quando la precedente è stata perfettamente amalgamata.
  4. Unire al cioccolato la farina, un pizzico di sale e la liquirizia in polvere ben setacciata in modo da non formare grumi.
  5. Versare l' impasto in una teglia quadrata 20X20 cm.
  6. Cuocere per 30 minuti.
Sep 282012
 

Everyday, Buddy Holly

 

Il più grande restaurant festival del mondo..

Vabbè, magari se non “del mondo” almeno “di Roma”.

Giovedì scorso in compagnia di Patrizia, Silvia, Piero e, senza saperlo, Elisa, e grazie all’ invito ricevuto  da Claudio Gagliardini e dall’ azienda Brunelli, sono andata al Taste Of Roma.

Una serata piacevole, passata ad assaggiare i piatti migliori degli chef illustri di ristoranti altrettanto famosi che hanno animato la serata, tanto per citarne alcuni : Acquolina, Agata E Romeo, Giuda Ballerino, Glass Hostaria, Il Convivio Troiani, Metamorfosi e molti altri ancora..

Ecco, devo ammettere che l’ idea di riunire in una sola serata tanti chef romani di altissimo livello e tanto buon cibo è un’ idea fantastica, perchè è come stare in un enorme ristorante, una sorta di “famiglia allargata”, dove potersi deliziare con i piatti migliori di ciascuno.

Una cena così sarebbe impossibile da fare in un’ unica serata!

Quello che mi è piaciuto del Taste è lo spirito, l’ intento di avvicinare il popolo romano ad un certo tipo di cucina, che poi è cultura.

 

Per chi non sa rinunciare allo shopping, al Taste ci sono stand come L’ Emporio delle Spezie (Testaccio), la Frutteria Er Cimotto e i Dolci di Checco Er Carrettiere, Brunelli,  la Tradizione (tra le migliori gastronomie della città), Peroni, Tè e teiere..

Tante le dimostrazioni e le cooking class, una piccola area verde con sedie e tavolini dove appoggiarsi per mangiare più comodamente, aree di intrattenimento per i più piccoli..

 

Unico neo il prezzo del biglietto. E io proprio non sono una spilorcia.. ma 16 euro. Mica 5. 16. A me sembra un po’ tantino.. E sebbene all’ interno del Taste (che poi sarebbe anche uno dei suoi punti di forza) un assaggino si aggiri intorno ai 4-6 euro, per fermare un po’ lo stomaco meno di 35 euro in totale non spendi..

Tuttavia ci sono buoni motivi per non rimpiangere nulla, e tra questi c’ è sicuramente il panino della Cristina Bawermann di Glass Hostaria, un panino con fegato grasso, chips di patate violette, maionese al passito e ketchup al mango.. per non parlare di tutto il suo menù. Da urlo. Di gioia.

A fine serata piccola dimostrazione culinaria tenuta dallo chef  di Pipero Al Rex,Luciano Monosilio, che ha avuto per oggetto un raviolo di farina di castagne farcito con purea di castagne e patate e servito con un pecorino giovane dell’ azienda Brunelli, battuto di alici, tuorlo d’ uovo grattugiato e lamelle di castagne.

Per chi se lo fosse perso, il prossimo anno è da mettere in agenda..

Mi è dispiaciuto metterci davvero così tanto per scrivere questo post, che, sinceramente, l’ avessi fatto durante il Taste sarebbe stato anche più utile, ma meglio tardi che mai…
Sep 262012
 

Blue Moon, Nat King Cole

Una Torta Pasqualina?! A Settembre?!

D’ accordo, lo ammetto, stavolta le signore dell’ MTC mi hanno presa in contropiede.. io tutto mi sarei immaginata di poter sperimentare quest’ autunno tranne una torta pasqualina!
Ma io ci sono abituata alle stranezze, avevo una lontana parente acquisita che come tutte le persone anziane era votata al risparmio, alla parsimoniosità, alla paura che ormai la vita potesse riprendersi quello che le aveva dato senza preavviso, che conservava le cose che le piacevano di più per averle sempre a disposizione casomai le fosse venuta la voglia..
Per questo motivo abbiamo sempre mangiato la Colomba a Natale e il Panettone a Pasqua… ma ormai, col tempo, non sembrava più una stranezza.. figuriamoci se mi formalizzo davanti ad una Pasqualina autunnale..

Eppure l’ MTC non conosce tempo, le ricette proposte dalla vincitrice di turno sono sempre una cosa preziosa, da condividere, da diffondere, da proporre estemporaneamente in ogni momento.
Perchè è così, chi vince non lancia una sfida, chi vince tira fuori dal cassetto la ricetta, quella ricetta, che è intrisa di segreti, di proporzioni magiche, che a leggerla si confonde con qualsiasi altra ricetta ma che a farla poi ti rendi conto che ha qualcosa in più, un pizzico di magia.
Ecco, per rendermene conto mi è bastato accarezzare la pasta di questa torta, morbida, ma consistente, elastica, incredibilmente liscia, un piacere toccarla, allungarla con le mani, per niente appiccicosa, che si fa tirare sottile sottile senza strapparsi, che diventa un velo impalpabile di pasta, che si gonfia e che leggera ricade su se stessa dopo la cottura come le foglie d’ autunno, come le lenzuola quando il letto lo si rifà in due che si gonfiano come una nuvola bianca e poi cadono giù, leggere.

Questa pasta è il regalo migliore che la Vitto potesse farci, è una ricetta che so già che riutilizzerò ancora e ancora e ancora, che voglio provare con il ripieno classico e con altre 100000 idee di ripieno che mi frullano nella testa da che ho dato il primo morso..
Ho scelto di mettere nel ripieno del crescione, perchè è una delle mie verdure preferite, anche se non è proprio facilissimo da trovare nei mercati qui dalle mie parti, ma il contadino mi aveva raccontato una tal bella storia sul fatto di aver raccolto questo crescione in prossimità di una sorgente, di essersi arrampicato, che questo crescione era la cosa più bio che potesse esserci.. che non ho resistito. E ho pagato a peso d’ oro la sua scalata alla sorgente…… la prossima volta se mi dice dov’ è m’ arrampico io che magari un po’ di movimento mi fa pure bene.
Quando poi mi preparo un panino con lo stracchino io quando posso al posto della rucola ci metto il crescione, così ho pensato potesse star bene anche nella torta visto il sapore del crescione, e infine una manciata di cicerchie che a me le torte povere ma ricche mi piacciono moltissimo.
L’ inenarrabile bontà della pasta della Vitto, alla quale non potrò che dedicare un pensiero ogni volta che utilizzerò la sua ricetta, a completare il tutto..

TORTA PASQUALINA CON CRESCIONE, STRACCHINO E CICERCHIE
5.0 from 3 reviews
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Tipo Ricetta: Torte Salate
Autore:
Tempo Preparazione:
Tempo Cottura:
Tempo Totale:
Servire: 6
Ingredienti
  • PER LA PASTA
  • farina manitoba 300 gr
  • olio EVO 30 gr
  • vino bianco secco 1\2 bicchiere
  • acqua 1\2 bicchiere
  • sale
  • PER IL RIPIENO
  • crescione 1,2 kg
  • parmigiano grattugiato 2 cucchiai
  • cicerchie 2 manciate
  • stracchino 200 gr
  • aglio 1 spicchio
  • sale
  • olio EVO
  • pepe
Istruzioni
  1. Preparare la pasta. Copio e incollo il procedimento di Vitto.
  2. "Impastare 300 gr di farina “0” (meglio manitoba regge meglio quando si tira sottile) con sale, 30 gr di olio, ½ bicchiere di vino bianco secco e circa ½ bicchiere di acqua bastante per una pasta morbida (circa 150 gr di liquidi), ma non appiccicosa. Dividere in 5 palline e fare riposare coperta almeno 1 ora, meglio 2."
  3. Preparare il ripieno.
  4. Tenere le cicerchie in ammollo in acqua fredda per una notte.
  5. Al mattino cuocerle con l' acqua nuova finchè si saranno ammorbidite, ci vorranno 45 minuti o 1 ora.
  6. Pulire il crescione, poi cuocerlo con la propria acqua per qualche minuto, finchè le foglie saranno tenere.
  7. Amalgamare lo stracchino con il parmigiano ed un pizzico di pepe.
  8. Ripassare velocemente il crescione e le cicerchie in padella con un filo d' olio e lo spicchio d' aglio.
  9. Quando il crescione si sarà insaporito rimuovere l' aglio.
  10. Procedere come indicato da Vitto per la pasta: "Stendete una pallina in una sfoglia sottile e foderate il fondo e le pareti di una teglia tonda (diametro 22-24) unta d’olio facendola un poco debordare (ungete anche il bordo della teglia altrimenti la pasta si strapperà quando dovrete arrotolarla) Ungete la pasta di olio con il pennello, stendete la seconda sfoglia."
  11. Versare sulla sfoglia il composto di crescione e cicerchie, poi il formaggio.
  12. "Le altre 3 sfoglie devono essere tirate sottilissime e non devono assolutamente avere buchi; io le tiro prima con il matterello e poi mi aiuto allargando la sfoglia con i pugni infarinati e ruotandola (non è facile farlo senza bucare la sfoglia).Tirare la prima delle tre sfoglie e coprire il ripieno facendo debordare la sfoglia di lato. Ungere bene la superficie con un pennello o con le dita delicatamente (sotto ci sono le uova intere!!!). Appoggiare la seconda sfoglia, ungere bene, appoggiare al bordo una cannuccia per soffiare aria fra uno strato e l’altro di pasta del coperchio, appoggiare l’ultima sfoglia e ungete anche questa molto bene. A questo punto arrotolare il bordo a cordoncino (se è troppo tagliarne una parte con le forbici).
  13. Se usate una cannuccia con il gomito non ci sarà rischio che qualche micro goccia di saliva arrivi alla torta, terrore di molti!!! Una volta si usava un maccherone lungo!
  14. Quando è ben gonfia come un palloncino togliete rapidissime la cannuccia e sigillate l’apertura.
  15. Infornare a 180° per 40-50 minuti o fino a doratura della pasta.
  16. Appena tolta dal forno spennellate delicatissimamente di olio. Raffreddandosi la pasta si ammorbidirà e, se l’avrete fatta abbastanza sottile, scenderà come un velo!"

Ultima ma non ultima volevo ringraziare Giulia del Blog Juliet’ s Belly per avermi regalato un dolcissimo premio.. ecco, io sono un po’ vergognosa in queste cose, ma… grazieeeeeeee! mi verrebbe più facile stringerti forte in un abbraccio stritoloso :O)

Con questa ricetta partecipo al MTC di Settembre: