Una delle cose che avrei sempre voluto imparare, oltre a fischiare, è non mordere le caramelle, il gelato e i ghiaccioli.
Sono una verace vorace di natura, che non sa aspettare, che quando una cosa proprio le piace la mangia con gusto, la strappa coi denti, neanche fossi Bud Spencer davanti ad una padella di fagioli in una mano e il cosciotto di pollo nell' altra.
Ricordo che la nonna aveva un graziosissimo porta bon bon poggiato sul tavolo in salone dove teneva le famose (per i suoi nipoti almeno..) caramelle alla menta, di quella menta glaciale, balsamica, fortissima che bastava scartare una caramella per far già lacrimare gli occhi..
Io non sono mai riuscita a "consumare" una di quelle caramelle senza farmi pizzicare il naso, bruciare gli occhi e implorare pietà per aver avuto fretta di mordere e masticare quella che chiaramente si era rivelata un' arma letale..
Non sono affatto cambiata da allora.. mordo persino il gelato ed i ghiaccioli..
Sarà che siamo tutti un po' così in famiglia, sarà che aveva ragione mio fratello quando al suo :"Mamma ho fame" - "C' è della frutta" rispose "No, non hai capito, io devo m-a-s-t-i-c-a-r-e.".... fatto sta che io codesta questione di "masticare" me la porto dentro, e mi piace aprire sportelli e credenze alla ricerca di qualcosa da sgranocchiare a tempo perso..
Eppure non posso morire di schifezze, così l' altro pomeriggio ho preparato questi roasted chickpeas, piccoli ceci croccanti speziati con la paprika ed il sumack, che masticare vanno masticati per forza, danno anche una certa soddisfazione, sono saporiti, speziati e mi fanno sentire meno in colpa rispetto a tanti altri snack!!!
Nel mentre che scrivo me ne sto sul divano in totale relax, a sgranocchiare dei dolcissimi biscottini di ritorno dall’ evento “In The Mood For Food” al Circolo Degli Artisti qui a Roma..
Tornare in quel posto stasera mi ha fatto un certo effetto.. i parcheggi selvaggi a bordo strada, ragazze in grado di farmi diventare una complessata, lì dove stasera c’ era l’ esposizione dell’ Emporio Delle Spezie, la fila per un bicchiere di vino, ed i tavoli su cui appoggiarsi per mangiare più comodamente io ricordavo solo tanto fumo e tanta gente..
In effetti dopo l’ università non ci sono più tornata al Circolo.. oddio, non che prima ci andassi volentieri.. ! A me i posti roppo affollati, con tanta gente e tanto fumo mi stanno stretti, mi fanno sudare ed innervosire più di quanto non sia nervosetta già di mio.
Sono stata una di compagnia insomma, ecco.. di quelle che tenevano il muso appena scesa dalla macchina, che mentre gli altri ballavano e si dimenavano con bicchieri di birra in mano se ne stava lì con le braccia incrociate, lo sguardo torvo a fare la tappezzeria.. tutto ciò negli anni e dagli anni universitari mi è valso il soprannome di vecchiasignoraborghese, di una aristocraticaepopolare…
Un po’ me lo merito, e poi gli amici, quelli veri ti conoscono davvero, non possono sbagliare di tanto, e ti vogliono bene esattamente così come sei.. perciò invece che lamentarsi di tanta mia “asocialità” mi hanno sempre messa in mezzo e fatto ballare loro, “di prepotenza”.. eheh.. che tenerezza..
Ci sono giorni in cui penso che per certi versi mi sarebbe piaciuto fermare il tempo in certi momenti, proprio in quei momenti in cui non credevo di voler restare.. è che le cose, anche quelle che proprio non ti piacciono affatto col passare del tempo di sembrano più belle. Un po’ come guardare le foto di anni passati, anni in cui proprio non ti piacevi, eppure a rivederti adesso non ti sembri poi così male..
Sarà che io vivo nella costante insoddisfazione, a sentir qualcuno, ma queste sensazioni le provo spesso..
Di balli, di gioventù, di emozioni, sembra di essere sul set de “Il Tempo Delle Mele”… e l’ autunno è tempo di mele, di sorbe e di Apple Pie..
Non sono una che ama particolarmente le feste comandate, quelle che sono segnate in rosso sul calendario in cui bisogna sentirsi a-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e felici perchè l’ alternativa è che tra l’ allegria e il buonumore altrui tu possa sentirti solo e triste come non mai.
Mi piacciono più le sorprese di un martedì sera, un regalo in un giorno di noncompleanno, le fiere d’ estate, le gite fuoriporta non programmate.
Tuttavia se una cosa ho ereditato dalla nonna è il piacere di stare insieme agli altri, di far festa, di creare l’ occasione per qualche dolcino, una tazza di tè e una manciata di amici appena c’ è l’ occasione.
Ecco, la nonna è una di quelle che fino a qualche anno fa ancora organizzava feste di Carnevale, sgomberava il salotto per fare spazio ed accoglieva le amiche per un pomeriggio di festa.
Ricordo che quando eravamo piccini sia io che mio fratello aspettavamo con ansia che arrivasse l’ ora del caffè, perchè la sua cucina si riempiva di vicine con la borsetta, di chiacchiere, di risate e di un inconfondibile profumo di caffè e dolcetti.
Così, nonostante la nipote sia un’ anticonformista nata, una che come i salmoni va controcorrente, ho pensato che le merende d’ autunno debbano essere un po’ speciali, che la nuova stagione vada celebrata come si deve, che l’ autunno è persino più rosso del Natale (che pur mi piace moltissimo.. forse sono una finta anticonformista :O)))) )e quindi sembra scritto sulle foglie che cadono e coprono i piedi nelle passeggiate che questo mese debba tingersi di rosso.. come le mele.
Mele stregate così rosse ed invitanti con il caramello dolcissimo che le ricopre che è impossibile non sentirsi Biancaneve al primo morso.. e, perchè no, già me le immagino anche in una festa di Halloween… trick or treat?
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